Pedro Casaldaliga per chi non lo conoscesse è un vescovo, un poeta, una voce dei poveri che da tanti anni condivide il destino dell’Amazzonia brasiliana.
Nel corso di un’intervista di qualche anno fa una giornalista statunitense gli chiese se da cittadino americano (del Nord) voterebbe per il candidato presidente del Partito Democratico o per quello Repubblicano.
Lui prima rispose con un sorriso e, dopo qualche attimo di silenzio, aggiunse: “Sarebbe come chiedermi se mi piace di più la Coca Cola o la Pepsi Cola!”. La verità è che, negli Usa più che altrove, i candidati alla presidenza sono sempre espressione di forti potentati economici che non hanno altro fine che di garantire i propri interessi e di aumentare gli utili.
In questo senso l’unica possibilità lasciata agli elettori è di verificare quali gruppi economici e finanziari appoggiano l’uno o l’altro e riuscire a scegliere il meno peggio. La Coca Cola appunto, o la Pepsi.
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