Alla Campagna “Miseria Ladra” il premio Fontamara

Unnamed

Ricevere il premio internazionale Fontamara è per la campagna Miseria Ladra un fatto molto importante che da ulteriore slancio e riconoscimento al nostro impegno. Ignazio Silone rappresenta un punto di riferimento non solo letterario ma morale straordinariamente attuale. Il suo impegno vive intatto nelle meravigliose pagine di Fontamara, che appaiono come dolorosa metafora della drammatica crisi in cui siamo immersi. Anche oggi c’è troppa miseria, mentre “galantuomini” e “impresari” ritengono un “fatto strano” che i cafoni rivendichino diritti. Anche oggi qualcuno si burla dei cafoni, ridendo e lucrando sulla morte ingiusta di centinaia di persone.

Siamo noi i cafoni di cui parlava il grande Silone. Decine di milioni di italiani ed italiane impoveriti dalla crisi, esclusi e marginalizzati dal cinismo di molti galantuomini, umiliati dalla perdita del lavoro e dalla sua riduzione a variabile dipendente dalle compatibilità economiche, costretti a vedere scomparire i nostri diritti di cittadinanza perché non prioritari rispetto alle rendite dei moderni impresari della finanza. Ma questa volta la lezione di Silone e della storia ci è servita. Non faremo un passo indietro sulla necessità di riaffermare i principi della nostra Costituzione. Questo premio ci spinge ad impegnarci con tutte le nostre forze per far applicare quei principi di dignità, giustizia e libertà contenuti nei primi articoli del nostro patto sociale. Siamo dinanzi ad una crisi profondissima che non riguarda solo l’economia e la finanza. Siamo davanti ad una crisi morale che mina la coesione sociale, la partecipazione, la fiducia nelle istituzione e dunque la democrazia nel suo complesso. Sono unanimi i giudizi di molti centri di ricerca nel definire gli effetti della crisi come quelli di una vera e propria guerra. Una guerra contro i poveri ed il lavoro. La campagna Miseria Ladra nasce proprio dalla necessità di rispondere alla gravità dei dati emersi dal rapporto Istat 2012 ed Eurostat 2013. Da questi apprendiamo come la povertà sia oggi il principale problema del nostro paese: 9,5 milioni le persone in povertà relativa e 4,8 in quella assoluta. Per Eurostat un italiano su tre è a rischio povertà. I minori indigenti sono passati da 723 mila a oltre un milione. Il rischio di rimanere in condizioni di indigenza nel nostro paese è tra i più alti d’Europa: 32,3% rispetto alla media del 26%. Anche la dispersione scolastica ha subito un impennata, arrivando al 18,2% contro il 13,5% della media europea. Gli homeless sono aumentati: se ne stimano circa 50 mila, soprattutto a nord-ovest (38,8%). Il 63% delle famiglie ha ridotto la spesa alimentare. Il 40% vive in condizioni di deprivazione materiale; una famiglia su quattro soffre di deprivazione materiale grave. Sul versante occupazionale viviamo una crisi senza precedenti: oltre 3,2 milioni di disoccupati, più del 40% di disoccupazione tra i giovani con punte ben oltre il 50% al sud, 4 milioni di precari. La commissione Ue sull’occupazione «Employment and Social Developments in Europe Review» denuncia come anche il 12% degli occupati non riesce più ad arrivare a fine mese. Solo Romania e Grecia hanno percentuali di working poor più elevate delle nostre. In un paese così diseguale e precario sono le mafie a trarre grandi benefici: 54 i clan impegnati in attività di riciclaggio e usura. Anche il nostro territorio viene colpito dalla crisi ed usato in maniera criminale per ottenere profitto a discapito della popolazione e delle generazioni che verranno. Sono 93,5 i crimini ogni giorno contro l’ambiente, aumentati del 170% negli ultimi tre anni, come denuncia l’ultimo rapporto sulle ecomafie di Legambiente. La corruzione si sostituisce al rispetto delle regole e della convivenza fondata sulla certezza del diritto, inquinando ulteriormente il clima della nostra democrazia.

La piattaforma e le 10 proposte di Miseria Ladra, promosse dal Gruppo Abele e da Libera con il sostegno di centinaia di realtà del sociale e del volontariato, propongono una visione ed un approccio che rimette al centro l’interesse generale e la dignità umana, contrastando le mafie all’interno di una visione europeista fondata sulla cultura dei diritti e del welfare come elemento di civiltà. Le 10 proposte della campagna intervengono sia su situazione emergenziali e contingenti che vanno affrontate e risolte nell’immediato, come il blocco degli sfratti, l’utilizzo dei beni pubblici e confiscati alle mafie per usi sociali e scopi abitativi, la moratoria dei crediti di equitalia per le famiglie in difficoltà, la residenza per i senza fissa dimora, il reddito minimo per i giovani in difficoltà economica che non trovano lavoro, sia sulle cause strutturali della povertà e della crisi, attraverso proposte da attuare nel medio e lungo periodo come la rinegoziazione del debito pubblico ed il rilancio degli investimenti pubblici per creare nuovo lavoro attraverso la riconversione ecologica delle attività produttive.
Non c’è più tempo da perdere di fronte ad una tendenza che emerge inequivocabile: ogni anno è sempre peggio. Aumento della povertà, maggiori ingiustizie sociali ed ambientali, frammentazione della coesione sociale, corruzione e rafforzamento del potere mafioso, limitazioni e tagli nell’erogazione dei servizi sociali, rendono ancora più macroscopiche le diseguaglianze, favorendo la spirale negativa che riproduce la crisi. Il quadro normativo europeo complica ulteriormente le cose. Le politiche di austerità ed i trattati di stabilità e governance hanno inibito la spesa pubblica e in particolar modo quella sociale, considerata come un costo insopportabile. Mentre le banche hanno ricevuto sostegni per 4.500 miliardi di euro, vengono negati i fondi per affrontare la gravissima condizione in cui versa il nostro continente ed il futuro della pacifica convivenza dei popoli europei, imponendo ulteriori tagli alla spesa sociale e bloccando gli investimenti pubblici. Una situazione già oggi insostenibile: 126 milioni di poveri, 43 milioni di affamati e 27 milioni di disoccupati testimoniano la crisi sociale ed economica del continente, ulteriormente accentuata nei paesi del mediterraneo.

I dati, gli studi effettuati, la storia europea e la nostra Costituzione considerano invece la spesa sociale e gli investimenti pubblici non solo un dovere etico e costituzionale ma uno strumento fondamentale per il rilancio dell’economia. La campagna Miseria Ladra porta avanti questo impegno a livello locale, nazionale ed europeo, costruendo reti ed alleanze tra le vittime delle crisi e le realtà del volontariato laico e cattolico impegnate per la giustizia sociale al fianco di chi è rimasto indietro. Con un obiettivo preciso: sconfiggere la povertà e ridare cittadinanza alla speranza.

 

* Giuseppe De Marzo è coordinatore della campagna “Miseria Ladra” – promossa dal Gruppo Abele e Libera