Autunno caldo per il fronte No Muos

Davide ha impugnato la fionda. Per il fronte No Muos è finito il tempo delle parole. L’intento è unanime: “Noi, le gru, non le facciamo passare”. I lavori di costruzione del sistema satellitare militare a Niscemi sono in fase molto avanzata e le enormi parabole ben visibili. Il prossimo atto verso il completamento sarà quello di sollevarle e installarle sui basamenti in cemento. Gli attivisti No Muos sono entrati in azione per impedire l’ingresso dell’autogru telescopica, indispensabile per il sollevamento delle parabole, all’interno della base. Una prima fase di mobilitazione improvvisata ha fatto sì che nella giornata di venerdì 23 due tir carichi di materiale e diretti alla Sughereta venissero fermati e costretti a tornare indietro. In pochissimo tempo, oltre al presidio permanente di contrada Ulmo (posto lungo la strada che conduce al cancello principale della stazione NRTF), ne sono sorti altri lungo il probabile itinerario che la gru telescopica della ditta Comina Srl di Belpasso potrebbe seguire per giungere alla base.

La presenza di vedette No Muos nelle strade dove si suppone transiterà il pesante mezzo, da allora, è ininterrotta. Attivisti provenienti da Niscemi, Ragusa, Modica, Catania, Caltagirone, Palermo, Caltanissetta, Caltagirone, Piazza Armerina, Siracusa e molte altre zone dell’isola presidiano pacificamente, giorno e notte, le strade e zone limitrofe alla base sfidando il freddo.
Gli attivisti dei vari Comitati No Muos si preparano a mesi di logoramento. Non è chiaro quale sia la strategia per riuscire ad introdurre l’enorme gru e poter ultimare i lavori del Muos. Molto probabilmente si punterà sulla stanchezza dei manifestanti. “L’allerta resta alta, è indispensabile non abbassare la guardia”, fanno sapere dai presìdi. Davide impugna la fionda e la arma di “sano e resistente buon senso, lanciabile a distanza e pronto a colpire i ladri di vita e di salute”: prendiamo in prestito da un attivista No Muos questa immagine perché fortemente rappresentativa di quanto accaduto il 25 novembre al centro di Niscemi, a pochissimi giorni dall’attivazione dei presìdi. Un grande cerchio in piazza. Non più le ‘solite’ facce o i ‘soliti’ membri dei Comitati. A voler capire come attivarsi c’erano anche donne, mamme, ragazzi, bambini, anziani niscemesi. Tutti mossi dalla voglia di fare qualcosa e con un unico grande obiettivo: fermare gru e lavori di costruzione. Da quel cerchio si è levato alto un invito alla mobilitazione rivolto a tutti. Un messaggio chiaro: “Ognuno può fare qualcosa. Le iniziative di comitati, attivisti, politici, istituzioni, non siano in contrasto tra loro. Si lavori parallelamente per perseguire l’unico scopo di fermare il Muos”. Anche i bambini, pochi giorni dopo, hanno innalzato la loro barriera. Fatta di libri. E mentre l’interesse della popolazione appare rinnovato, i Comitati chiedono a gran voce che anche sul fronte politico si agisca concretamente: “Crocetta revochi le autorizzazioni senza indugi”.
Il Movimento No Muos, sin dai suoi primi passi, ha interpellato con forza gli esponenti della politica, perché la gravissima questione sfondasse le porte dei palazzi del governo, regionale prima e nazionale poi. Grandi sono le speranze e le aspettative che gli attivisti ripongono sulla nuova Giunta regionale, memori delle promesse che il neo eletto Governatore aveva fatto durante la campagna elettorale: “La Regione ha dato delle autorizzazioni. Io sono convinto che il prossimo Presidente le debba revocare senza mezzi termini. Questa è la mia posizione”.
La richiesta urgente che i Comitati di base e i cittadini siciliani da mesi rivolgono alla politica, si concentra, stavolta, tutta su una persona precisa, sul neo governatore: “Presidente Crocetta, ora mantenga gli impegni e revochi tutte le autorizzazioni. Senza perdere tempo. Domani!“. E a quest’appello si è recentemente unita Legambiente chiedendo a Crocetta la revoca di tutte le autorizzazioni di competenza della Regione Sicilia per la costruzione della stazione di terra del Mobile User Objective System nell’area di Niscemi. Così si legge sul sito dell’associazione ambientalista: “In considerazione del principio di precauzione chiediamo al governo di sospendere immediatamente la prosecuzione del progetto, in attesa che vengano valutati tutte le conseguenze sulla salute, e di garantire la massima trasparenza nel fornire le informazioni alla popolazione”. Il pressing sui vertici del governo regionale si annuncia massiccio e continuo. Intanto i Comitati rafforzano la loro unione puntando ad azioni e strategie da attuare in rete.