Berlinguer non era triste

Cover berlinguer non era triste

«Stavo lì, un pomeriggio, con una mia cuginetta, quando il Berlinguer più grande, Enrico, mi si sedette vicino. Tolse dalle tasche un libro molto vissuto, e si rivolse a me chiedendo: “Tu sei Marina, vero?” Risposi affermativamente e lui mi sorrise e si immerse nella lettura. Ero molto contenta che un grande si accorgesse di me, ma quanto era timido, timido, bruno e sorridente!»

L’infanzia vissuta sotto il regime e poi in guerra, gli anni della gioventù, poi le vacanze estive a Stintino e la dura vita di partito a Botteghe Oscure.

Sono i ricordi di un’amica di Enrico Berlinguer, che compongono un ritratto privato e inedito del leader della sinistra più amato e rimpianto.

«Quando Enrico arrivava a Stintino, verso la fine di luglio o ai primi di agosto, era stanco, sfinito, lo si leggeva dai solchi profondi ai lati del viso e dai tratti tutti volti all’ingiù. Sulla spiaggia, i primi giorni, sedeva, più silenzioso del solito, guardando il mare lucente, non lo toccavano le chiacchiere di noi donne, né le grida dei bambini. Poi si tuffava e faceva una lunga nuotata e, quando tornava a riva, si era già rimesso, diceva qualche frase, faceva qualche timido sorriso e ritrovavamo l’Enrico di sempre. Così nei giorni che seguivano, sulla barca o in spiaggia la mattina, o la sera dopo cena, o anche a cena insieme, i solchi sparivano, gli occhi non erano più all’ingiù».

Marina Addis Saba
Berlinguer non era triste
Così ricordo Enrico Berlinguer
Compagnia editoriale Aliberti, I libri della Salamandra 2024
Pagg. 112/€ 11,90