“C’era una volta la mafia…”

Il procuratore nazionale Antimafia, Piero
Grasso, invita i ragazzi a sperare e a sognare un futuro libero dalla
criminalità mafiosa. Durante la celebrazione del ventisettesimo anniversario
dell’assassinio dell’imprenditore Gennaro Musella, ingengnere e padre
di Adriana da allora impegnata per onorarne la memoria e l’impegno,
ragazzi provenienti da tutta la regione hanno incontrato, accolti nella
basilica del Duomo, rappresentanti delle Istituzioni e delle Forze dell’Ordine.
L’occasione è stata quella della ormai consueta Giornata della Gerbera
Gialla, promossa dall’associazione antimafia Riferimenti presieduta
dalla stessa Adriana Musella, per ricordare il padre ucciso a Reggio
Calabria il 3 maggio del 1982 e, nel segno del valore irrinunciabile
della memoria, sensibilizzare i giovani affinchè scelgano attivamente
di promuovere la legalità e il rispetto dei diritti e di opporsi alla
prevaricazione mafiosa. Dichiarata vittima di mafia nel 2008, Gennaro
Musella, incarna il coraggio dell’impegno civile necessario per riscattarsi
da una piaga che continua ad insidiare pesantemente il territorio e
a precluderne lo sviluppo e la libera coscienza.  

Ma in questa occasione, come sottolineava
Don Antonio Iachino, presidente della Caritas Reggio Calabria, si ricordano
in realtà tutte le vittime di mafia tra cui anche il prefetto di Palermo
Carlo Alberto Dalla Chiesa, ucciso a Palermo solo quattro mesi dopo
l’omicidio di Gennaro Musella, il 3 settembre del 1982. Uno tra i delitti
eccellenti che Cosa Nostra sferrò negli anni Ottanta in Sicilia, scrivendo
le pagine più cruente della sua storia di devastazione e crimine. Presente
la figlia del cosiddetto “prefetto di ferro”, Simona Dalla
Chiesa, con la testimonianza di un dolore sempre lacerante che però
non rincuncia alla speranza di un futuro di cambiamento in cui soprattutto
le nuove generazioni devono credere fermamente. Si unisce al coro anche
Mario Congiusta, padre di Gianluca ucciso a Siderno nel giugno del 2005.
Ad avvicendarsi sul palco ragazzi delle scuole calabresi, immersi nel
giallo delle gerbere che hanno ornati l’altare di una memoria celebrata
da tante voci, tanti pensieri di speranza e incorggiamento. Tra gli
altri interventi anche quelli dei sindaci di Vibo Valentia, Franco Sammarco,
e di Lamezia Terme, Giovanni Speranza, in prima linea contro la Ndrangheta,
In particolare Giovanni Speranza ha portato la testimonianza di un impegno
concreto dell’amministrazione con l’introduzione dell’esenzione dal
pagamento dalle tasse comunali per gli imprenditori che collaborano
con le forze dell’ordine. Un gesto reso ancora più significativo dal
presente momento storico in cui il ddl sicurezza, in discussione in
questi giorni, sta ponendo in serio rischio l’attuale normativa antiracket,
prevedendo l’eliminazione della sanzione di esclusione dalla gara di
appalto e di interdizione per tre anni per le ditte che non denunciano.
Attualmente la violazione dell’obbligo di denuncia per le imprese costruttrici
può essere rilevato dal pm nell’ambito di indagini su terzi. Inoltre
lo stesso disegno di legge circoscriverebbe le conseguenza dell’esclusione
e dell’interdizione, disincentivanti l’omertà, solo alle ditte appaltatrici
imputate per falsa testimonianza e favoreggiamento.

Come se non fossero gli appalti una della
voci più ingenti del volume d’affari delle mafie. Come se non si trattasse
di contrastare un’associazione a delinquere i cui fini sono

Tanto fervente è la speranza dei giovani,
tanto poco deciso, troppo spesso, il passo di adulti autorevoli.

da Strill.it