Campinoti, Avviso Pubblico “La politica deve recuperare etica e responsabilità”

Comune di Reggio Calabria

«Non può esistere mafia senza rapporti con la politica, ma deve esistere una politica senza rapporti con la mafia. È questa la convinzione che anima da sempre Avviso Pubblico», l’associazione di enti locali e regionali per la formazione civile contro le mafie interviene  nello stesso giorno in cui a Milano si procede all’arresto dell’assessore regionale Zambetti con l’accusa di voto di scambio politico-mafioso e dopo lo scioglimento del Comune di Reggio Calabria, per ribadire che «la politica deve recuperare la dimensione dell’etica della responsabilità. Questo significa, prima di tutto, che i partiti devono prestare la massima attenzione alla selezione delle persone che candidano e i cittadini a quelle che votano». Avere un incarico pubblico, ricordano da Avviso Pubblico,  « implica non l’avere un diritto in più, ma un dovere in più: il dovere dell’essere e dell’apparire credibili e onesti, di praticare comportamenti permeati dalla coerenza, dalla sobrietà, dalla responsabilità e dall’utilizzo accorto delle risorse pubbliche».
Ad effetto domino in queste ultime settimane procedono le inchieste sui conti delle Regioni, sulle spese della politica, sulla corruzione e sui rapporti mafia  – istituzioni. Un sistema che sembra così pervasivo da non lasciare margini per ripartire. Ma Avviso Pubblico, da anni impegnata su questi temi, oggi sottolinea con forza che una strada c’è e parte dalla buona politica, che in tanti già fanno nel nostro Paese e molti di loro sono nel mirino dei clan per questo e da leggi più precise «norme – scrivono in una nota –  che stabiliscano criteri chiari e precisi di incandidabilità, ineleggibilità e decadenza dal mandato ricevuto dagli elettori nel caso in cui chi ricopre un incarico pubblico sia rinviato a giudizio per i gravi reati citati nel Codice di autoregolamentazione dei partiti votato all’unanimità dalla Commissione parlamentare antimafia». Infine, un contributo già chiesto dai colleghi dei magistrati Falcone e Borsellino, la riforma dell’articolo 416-ter del codice penale « che definisce e punisce il reato di voto di scambio politico-mafioso, integrando la parte in cui si afferma che il reato sussiste laddove vi sia scambio di voti con denaro, con la previsione che il reato si compie anche qualora vi sia “l’erogazione o la promessa altre utilità”, intese come promesse di posti di lavoro, di concessioni di appalti e di altre prebende concordate in modo illecito». Anche la legge sullo scioglimento dei comuni, secondo Avviso Pubblico, può essere migliorata e si possono sostenere i tanti sindaci che operano in contesti ad alta densità mafiosa permettendo loro di «avvalersi di strumenti specifici attingendo anche a risorse umane e finanziarie straordinarie».
Percorsi che hanno bisogno del sostegno della società civile, come aveva ribadito alcuni giorni fa prima dello scioglimento del Comune di Reggio Calabria, Don Luigi Ciotti, presidente di Libera. «Saremo sempre dalla parte di chi vuole fare chiarezza – scrive Ciotti – abbiamo bisogno di una politica chiara e trasparente. Libera non ha mai fatto sconti, contribuisce quotidianamente con il lavoro del coordinamento regionale a cambiamento, con l’iniziativa anti-racket “Reggioliberareggio”, è riuscita a mettere insieme quasi oltre sessanta associazioni sotto la bandiera della legalità per contribuire concretamente ad essere vicino a chi lavora per costruire percorsi di verità. Ci siamo costituiti come parte civile in processi di ‘ndrangheta al nord come in Calabria, una presenza quella della nostra associazione nelle aule nelle quali si celebrano i processi assieme ai referenti territoriali perché siamo convinti che anche in questi luoghi si possano formare i giovani e i cittadini alla cultura della legalità e della partecipazione responsabile».  Clicca qui per leggere la nota integrale di Luigi Ciotti