Il boss ergastolano Giuseppe Maria
Di Giacomo, 44 anni, capo del clan dei Laudani, sta collaborando
con la giustizia. Tra le accuse che gli sono state contestate
gli omicidi dell’agente di polizia penitenziaria Luigi Bodenza,
ucciso il 26 marzo del 1994, e quello dell’avvocato Serafino
Fama, ex legale del capomafia Giuseppe Pulvirenti , assassinato
vicino al suo studio legale la sera del 9 novembre del 1995.
Secondo quanto si è appreso, Di Giacomo sta rendendo
dichiarazioni su una serie di omicidi, compreso quello dell’
imprenditore edile Carmelo Rizzo, di San Giovanni La Punta. Per
quest’ultimo delitto è stato assolto.
Il boss avrebbe parlato anche dell’imprenditore Sebastiano
Scuto, il re dei supermercati nella Sicilia orientale, sotto
inchiesta da parte della Procura generale di Catania. Le
dichiarazioni sarebbero a parziale discolpa di Scuto, tanto che
la deposizione in aula del neo collaborante è stata chiesta
dalla difesa dell’imprenditore.
La notizia del pentimento di Di Giacomo, riportata dal
Giornale di Sicilia, è stata confermata in ambienti giudiziari.
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