Che fine ha fatto la legge Scelba?

Roberto Morrione

L’intimidazione
contro Santo Della Volpe è l’ennesimo episodio di una ormai lunga
serie di atti teppistici, intolleranti e provocatori che sta costellando
le città italiane, su una scala certo di diversa gravità, ma in qualche
modo troppo spesso riconducibile a matrici neofasciste o di estrema
destra. Dagli spalti degli stadi alle aule scolastiche, dai quartieri
residenziali alle periferie, parole d’ordine razziste e violente,
croci celtiche, saluti romani, svastiche, tristi armamentari di una
sub-cultura anti-democratica sembrano riemergere dal passato per contagiare
una convivenza civile già difficile per gli enormi problemi economici
e sociali. Certo minoranze, pulsioni che possono sembrare marginali
ad esempio di fronte all’ondata di partecipazione civile che scuote
le giovani generazioni. Eppure il rischio di un contagio è fortissimo,
nella crisi non solo materiale che investe il Paese e che tante scelte
del nuovo governo minacciano di aggravare, con un clima dove sui diritti
della collettività prevalgono sistematicamente interessi personali
e di fazione.

Ecco perché
i germi aggressivi di un estremismo nero figlio della non-cultura vanno
subito stroncati. E’ particolarmente allarmante che obiettivi delle
intimidazioni siano in particolare giornalisti della Rai, da Federica
Sciarelli di “Chi l’ha visto” a Santo Della Volpe del Tg3. Senza
voler pensare male, come non notare che questi atti squadristici avvengono
mentre personaggi-chiave della maggioranza, dallo stesso Premier al
suo consigliere Dell’Utri, attaccano proprio i giornalisti del servizio
pubblico di cui lamentano una presunta unilateralità e ostilità…

Infine una
domanda al ministro degli Interni, ben al di là degli ultimi episodi.
Perché a questi rigurgiti violenti non si contrappongono le vigenti
norme della Repubblica, a partire dalla legge Scelba? Non mancherebbero
certo per farlo né le risorse tecniche, né le informazioni e le testimonianze.
Forse è troppo pensare che prima o poi Silvio Berlusconi possa recarsi
in una Sinagoga per ricordare le leggi razziali di Mussolini, come ha
fatta Angela Merkel condannando la “notte dei Cristalli” e l’ondata
neo-nazista risorgente in Germania? Al Ministro Maroni, tuttavia, nella
sua spasmodica attenzione al problema sicurezza, forse è giusto chiedere
qualche atto concreto in questa direzione.