L’attività investigativa conclusa con l’operazione ‘Gullit’ era stata avviata autonomamente dalle diverse forze dell’ordine della provincia di Viterbo nel 2008. La convergenza delle indagini su alcuni personaggi albanesi indusse la procura della Repubblica a unificare i vari procedimenti e le forze dell’ordine a proseguire congiuntamente gli accertamenti. Emerse così che tutte le persone coinvolte facevano parte di un’unica organizzazione, guidata appunta da albanesi, dedita al traffico internazionale di stupefacenti. Nello stesso periodo, la Direzione distrettuale antimafia di Roma accertò che grossi carichi di cocaina nella Capitale erano gestiti da immmigrati albanesi che, pur risultando irregolari e senza occupazione, conducevano uno stile di vita estremamente agiato. Seguendo le loro mosse, la polizia giudiziaria risalì ad alcuni spacciatori attivi a Campagnano e a Livorno che si approvvigionavano a Roma. Nei mesi successivi furono arrestati in flagranza di reato sette pusher, risultati affiliati alla rete di trafficanti e vennero sequestrati ingenti quantitativi di cocaina, proveniente da Albania, Belgio, Spagna e destinata a rifornire il mercato della Capitale e della provincia di Viterbo. Da qui la certezza dell’esistenza di un’unica organizzazione di trafficanti che è stata sgominata durante la notte.
Articoli correlati

Massoneria e pubbliche funzioni: tra libertà di associazione e dovere di trasparenza
Lucio Scotti
6 Dicembre 2025

La strada per la felicità
Pierluigi Ermini
5 Dicembre 2025

Usa-Venezuela, Pete Hegseth rischia una accusa per crimini di guerra: il baratro dei nostri Stati di diritto è tutto qui
Davide Mattiello
5 Dicembre 2025

Un Natale che “Libera” speranza
Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie
4 Dicembre 2025