Minacce ai cronisti e ‘querele temerarie’ sono ormai la vera arma impropria scagliata contro il diritto di cronaca. Lorusso e Giulietti: «Ci piacerebbe che tra le forze politiche si aprisse una virtuosa gara per arrivare ad una legge capace di punire e scoraggiare chi molesta l’articolo 21 della Costituzione».
«Non ci piacciono le liste di proscrizione, comunque mascherate, e dunque non ci è affatto piaciuta l’iniziativa promossa dal deputato Luigi Di Maio, ancor più grave perché promossa dal vice presidente della camera. Una iniziativa ancora più sbagliata se promossa da chi, per altro correttamente, cita spesso i rapporti internazionali che assegnano all’Italia una mediocre posizione in materia di libertà di informazione».
Il segretario generale e il presidente della Fnsi, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, tornano sulle polemiche degli ultimi giorni tra il Movimento 5 stelle e la stampa per rilanciare un appello al Parlamento.
«Quella posizione – spiegano – è determinata anche dalle minacce rivolte ai cronisti e dalle cosiddette “querele temerarie” divenute ormai la vera arma impropria scagliata contro il diritto di cronaca. Ci piacerebbe che, almeno per una volta, tra le forze politiche potesse aprirsi una virtuosa gara per arrivare alla approvazione di una legge capace di punire e scoraggiare i molestatori dell’articolo 21 della Costituzione».
Un intervento già più volte sollecitato dal sindacato dei giornalisti. «Al momento però – concludono Lorusso e Giulietti – tutto tace e la proposta di legge in discussione al Senato, che oggi riprende il proprio iter, non va certo in questa direzione. Evidentemente, almeno su questo, esiste, nel Parlamento, una vasta maggioranza trasversale».
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