Edoardo Contini, il superboss latitante arrestato la scorsa notte
dalla polizia, è considerato il capo indiscusso dell’omonimo clan
camorristico operante nei quartieri San Carlo, Vasto, Mercato e
Poggioreale di Napoli. E’ considerato, inoltre, il massimo esponente
della direzione strategica del cartello camorristico “Alleanza di
Secondigliano”, composta anche dalle famiglie Licciardi, Mallardo, Lo
Russo e Bocchetti. Nel 1996, con sentenza definitiva, era stato
condannato per il delitto di associazione mafiosa, nell’ambito di
un’inchiesta coordinata dalla procura di Napoli che delineò l’esistenza
dell’alleanza tra il clan Contini e le cosche facenti capo,
rispettivamente, ai boss Vincenzo Licciardi ed ai fratelli Francesco e
Giuseppe Mallardo, operanti nel settore nord-occidentale del capoluogo
campano ed egemoni nei settori criminali delle estorsioni, della
distribuzione delle sostanze stupefacenti e delle scommesse
clandestine. Irreperibile dal 2000, è inserito nell’elenco dei 30
latitanti di massima pericolosità stilato dal Ministero dell’Interno.
Considerato l’ispiratore delle nuove e più agguerrite dinamiche
imprenditoriali della camorra, Contini ha costituito, nel corso degli
anni, un vero e proprio impero economico che ha continuato a gestire
con determinazione anche nel corso della latitanza, avvalendosi di un
vasto giro di alleanze con altri esponenti apicali delle organizzazioni
criminali campane. E’ ritenuto inoltre uno dei principali organizzatori
del traffico internazionale di sostanze stupefacenti, nonché punto di
riferimento delle attività estorsive sul territorio napoletano
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