A Carpenedolo, l’8 novembre, Alberto Boldrini dialoga con Sandro Raimondi, Procuratore Aggiunto della DDA di Brescia.
“In silenzio; come vuole lavorare la mafia e, più in generale, la criminalità organizzata.
In silenzio; nel modo in cui, anche in passato, cittadini e (perché no?) amministratori, hanno vissuto atteggiamenti e comportamenti che dimostrano la volontà di assumersi responsabilità, mettendoci la faccia, senza ansie di protagonismo, in situazioni di coercizione ma con la consapevolezza di “fare il proprio dovere”.
E allora potremo sapere di storie di prossimità, che non accadono solo nei “classici” territori di mafia, ma in luoghi vicini, inaspettati, magari protetti da patine di rispettabilità.
Per essere in grado di riconoscere dobbiamo prima conoscere; per conoscere dobbiamo bandire il silenzio.”
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