Inaugurata a Scampia la Fabbrica dei “pizzini” della legalità

Un sequestro di cocaina

È stata inaugurata quest’oggi, nel quartiere napoletano di Scampia, la “fabbrica dei pizzini della legalità”presso l’officina “La Rossa Impianti”. In questo quartiere, in cui la camorra ha imposto la propria identità, sorge un polo culturale che fonde memoria e sana imprenditoria. Il progetto nasce dalla collaborazione dell’associazione Vo. di. sca. e dell’editore siciliano Salvatore Coppola che è stato presente oggi all’inaugurazione. La prima “fabbrica” sorge in Sicilia subito dopo la cattura del boss di Cosa Nostra Bernardo Provenzano. Coppola, infatti, ha voluto recuperare il termine “pizzino” liberando il suo originario significato, distorto dalle brutture di un linguaggio violento e tipicamente mafioso.  «Pizzino per noi siciliani è una parola normale» ha detto Coppola che ha voluto rivalutare questo termine. Un’operazione culturale, dedita a diffondere la legalità e ad avvicinare, specialmente i giovani, alle storie delle vittime innocenti delle mafie come quella di Antonio Landieri il cui pizzino è stato già stampato dalla “fabbrica” napoletana. A questo nome è legata l’ennesima tragedia di camorra che ha sconvolto la famiglia La Rossa ma che ha reagito imprimendo alla propria impresa un marchio di legalità e di memoria. «Ringraziamo Libera – ha detto Rosario Esposito La Rossa, fondatore dell’associazione Vo. di. sca. – perché ci da il loro appoggio in questa iniziativa ma anche perché ha inserito nell’elenco delle vittime innocenti di mafia quello di Antonio Landieri». Oltre a questo sono stati prodotti già altri quattro “pizzini” campani in memoria di Giancarlo Siani, Don Peppino Diana, Felice Pignataro e Raffaele Pastore. Lo scopo  è anche quello di fare entrare nella quotidianità delle persone le parole che raccontano queste storie, spesso dimenticate, che sono stampate sulle prime 20 pagine di piccoli bloc notes e le restanti 20 pagine, lasciate appositamente bianche per le annotazioni dei lettori. Presenti all’incontro anche Tano Grasso e Silvana Fucito che si è detta commossa di questa iniziativa e che ha garantito, insieme alle associazioni antiracket, totale collaborazione. I “pizzini”, prodotti su carta riciclata, sono venduti, al costo di due euro, presso la stessa officina “La Rossa Impianti” e la libreria “Coop” a Quarto, su internet e presso la bottega dei sapori e dei saperi della legalità con la quale Libera Campania ha dato un concreto apporto all’iniziativa. Una prima “commissione” è giunta proprio dal presidente di Libera, Don Luigi Ciotti, che, come augurio, ha ordinato circa centomila pizzini della legalità, come benvenuto, in occasione della XIV Giornata della memoria e dell’impegno; uno per ogni partecipante che giungerà il 21 marzo a Napoli.