Bene sottratto a mafia gestito da Libera nel Brindisino (ANSA) – BRINDISI, 10 LUG – “Qui si afferma la supremazia dello Stato nel contrasto della criminalita’ e alle mafie. Da beni esclusivi in mano mafiosa, diventano beni condivisi comunita’. Questa restituzione ha un valore etico, sociale ma anche politico”. Lo ha detto don Luigi Ciotti, fondatore di Libera stamani a Mesagne (Brindisi), in contrada Canali per l’inaugurazione di una masseria che fu di proprieta’ di un boss della associazione di tipo mafioso Sacra corona unita, ancora oggi detenuto, e che ora e’ gestita dall’associazione guidata dal prete antimafia. “L’uso sociale di questi beni si realizza in questo meraviglioso territorio che e’ la Puglia, in un contesto di persone stupende. Il cambiamento – ha proseguito don Ciotti – ha bisogno di due o tre elementi fondamentali, lavoro, lavoro, lavoro. Due milioni e mezzo di giovani in Italia non lavora. Nove milioni di poverta’ relativa e cinque milioni di poverta’ assoluta nel nostro Paese, tra chi ha perso il lavoro, chi e’ in cassa integrazione, chi lo cerca”. “Una realta’ confiscata che va a restituire anche lavoro a dei giovani e’ un segno importante. Ancora piu’ importante e’ – ha continuato – che se in fretta vengono portati a compimento provvedimenti che sono stati elaborati proprio sulle confische, ci sono in arrivo oltre 55mila beni nel nostro paese, mobili, immobili e aziende”. Numerosi i ragazzi di Libera e delle coop, che sono impegnati nel mese di luglio nei campi estivi nel Brindisino nelle terre sottratte alla criminalita’ organizzata, che erano presenti all’inaugurazione della masseria recentemente ristrutturata e ora destinata ad ospitare progetti didattici oltre che ad essere vetrina di prodotti tipici realizzati nei campi in cui si pratica la legalita’.
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