
Il 26 giugno la Carta delle Nazioni Unite compirà 80 anni.
Senza dubbio, si terranno celebrazioni in molti Paesi. E giustamente, perché se è legittimo essere delusi dalle guerre che l’esistenza dell’ONU – nata sulla scia della Carta – non è riuscita a sventare, questa organizzazione ha impedito che un numero considerevole di altri conflitti degenerassero in violenza armata, ha salvato centinaia di milioni di vite minacciate da carestia e povertà, ha permesso notevoli progressi in materia di salute e prosperità condivisa e ha fornito alla famiglia umana strumenti che facilitano la sua vita quotidiana in settori quali energia, alimentazione, trasporti, commercio, istruzione, pianificazione urbana, tutela dei minori, diritto del lavoro, telecomunicazioni e ambiente, solo per citarne alcuni.
Alla vigilia di questo 80° anniversario, di fronte ai recenti colpi mortali al diritto internazionale e alla cooperazione tra gli Stati, 268 ex funzionari delle Nazioni Unite, artefici e testimoni dei progressi compiuti superando con coraggio e tenacia montagne di ostacoli in tutto il mondo, lanciano un appello urgente a coloro che ricoprono posizioni di responsabilità e a tutti i cittadini del mondo affinché rivendichino lo scopo e i principi della Carta delle Nazioni Unite e avviino le riflessioni, le riforme e i cambiamenti di comportamento necessari per riscoprire lo spirito della Carta e tornare sulla strada del progresso.
Tra i firmatari figurano l’ex Segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon, l’ex Direttore generale dell’OMS ed ex Presidente della Commissione mondiale sull’ambiente e lo sviluppo ed ex Primo ministro norvegese Gro Harlem Brundtland, gli ex Amministratori dell’UNDP James Gustave Speth e Helen Clark che ha anche ricoperto la carica di Primo ministro della Nuova Zelanda, l’ex Segretario generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica Hans Blix, l’ex Segretario generale dell’UNCTAD Rubens Ricupero, l’ex Alto commissario per i diritti umani Mary Robinson, l’ex Vice segretario generale delle Nazioni Unite Jan Eliasson e più di venti ex altissimi funzionari del sistema delle Nazioni Unite che hanno ricoperto il grado di Sotto segretario generale o Assistente segretario generale delle Nazioni Unite.
Tutti sono preoccupati per le violazioni del diritto internazionale e per il continuo smantellamento sistematico dello stato di diritto e chiedono “un ritorno ai valori della Carta: pace, sviluppo, diritti umani, stato di diritto e fede nella dignità umana”. Avvertono che se l’ordine internazionale nato dalla Carta crollasse, “ci vorranno diverse generazioni per ricostruirlo”.
I firmatari di questo appello chiedono che ogni adulto nel mondo prenda a cuore i due miliardi di giovani sotto i 14 anni il cui futuro è oggi in gioco e che meritano che agiamo di fronte alle sfide, non che ci scusiamo per aver fallito.
L’iniziativa è stata lanciata dal “Gruppo di Riflessione per la Pace” composto da ex funzionari delle istituzioni delle Nazioni Unite ed è sostenuta dalla Foundation for Global Governance and Sustainability (FOGGS).
Nelle settimane che precederanno l’80° anniversario delle Nazioni Unite, il 24 ottobre, i parlamentari, ministri, capi di governo e capi di Stato dei cinque continenti saranno invitati a sottoscrivere a loro volta l’Appello e a concretizzare i principi della Carta.
L’Appello è aperto anche alla firma di tutti i cittadini della “famiglia umana” di cui si parla nel preambolo della Carta delle Nazioni Unite.
Per contattare i promotori dell’appello:
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Appello
LA CARTA DELLE NAZIONI UNITE COMPIE 80 ANNI: UN INVITO A RIAPPROPRIARSI DEL PROPRIO SCOPO
Il 26 giugno 1945, le nazioni fondatrici firmarono la Carta delle Nazioni Unite, non in un mondo in pace, ma per superare le devastazioni della guerra. Un atto di speranza e determinazione.
Ottant’anni dopo, quella speranza è messa a dura prova come mai prima.
Noi, che abbiamo servito l’ONU e la sua Carta, siamo stati testimoni di ciò che la sua esistenza rende possibile, della sua fragilità e della sua efficacia.
Oggi i principi che abbiamo giurato di sostenere sono sistematicamente attaccati.
La guerra infuria. L’autoritarismo si sta diffondendo. I fatti sono affogati nella propaganda. I giovani affrontano l’esclusione e la disperazione.
Non stiamo assistendo a semplici violazioni del diritto internazionale. Si tratta dello smantellamento sistematico dello stato di diritto, pezzo per pezzo, norma per norma.
L’ONU non è solo il Consiglio di sicurezza. L’ONU è una piattaforma negoziale, un garante del diritto internazionale, fornisce istruzione e assistenza sanitaria, protegge i lavoratori e impedisce che i conflitti degenerino in violenza. Mentre le forze di mantenimento della pace sventano coraggiosamente molti massacri, la vera promessa della Carta risiede nella prevenzione delle guerre prima che inizino. Questi risultati non sono stati facili. Possono scomparire durante la notte.
Questo anniversario richiede una nuova consapevolezza, non un rituale.
Chiediamo chiarezza morale. Un ritorno ai valori della Carta: pace, sviluppo, diritti umani, stato di diritto e fede nella dignità umana. Un rinnovato impegno per la verità anziché per la menzogna, per l’integrità anziché per la corruzione, per la solidarietà anziché per il silenzio.
Quando questo ordine internazionale crollerà (e senza un intervento urgente ciò accadrà), ci vorranno generazioni per ricostruirlo.
Chiediamo il rafforzamento del diritto internazionale, la prevenzione dei conflitti violenti e la trasformazione dei sistemi finanziari globali per creare opportunità per tutti, ovunque, anziché perpetuare le disuguaglianze.
I giovani meritano azioni concrete, non scuse.
Adesso è il momento di agire. Se falliremo, la nostra eredità sarà di abbandono, non di coraggio.
Firmato da ex alti funzionari delle Nazioni Unite e da funzionari pubblici internazionali provenienti da tutto il mondo.
Il 26 giugno partecipa alla Manifestazione online in difesa dell’Onu



