Dopo i primi due giorni di raduno durante i quali i ragazzi hanno incontrato e
conosciuto le storie dei testimoni di giustizia, magistrati e
giornalisti sotto scorta, è arrivato il momento dell’azione. Da oggi
fino a venerdì, i giovani di Libera lavoreranno a gruppi per capire
come rinnovare l’impegno anche dopo la fine del raduno attraverso una
serie di ingredienti.
Il primo elemento è quello della carovana. Uno
strumento di mobilitazione utilizzato per la prima volta dall’Arci
siciliana nel 1994 con due scopi precisi: contendere il territorio alla
criminalità organizzata e fare rete con le altre realtà. Con questi
obiettivi, si è messa in moto la carovana che attraverserà l’Italia per
portare un messaggio di speranza con il linguaggio dell’arte e dei nuovi
media.
Si parte da alcuni punti fermi: il passaggio a Roma in via
Amelia fissato per il 25 luglio dove la testimone di giustizia Rita
Atria si gettò dal balcone, una settimana dopo l’assassinio di Paolo
Borsellino. Uccisa dalle mafie e dalla solitudine. A partire dalla sua
storia, i ragazzi hanno scritto delle lettere a Rita e realizzeranno
delle grandi vele che lasciate dalla carovana come Isola di Capo Rizzuto
dove negli scorsi giorni si è alzato il livello delle intimidazioni
mafiose. Il 26 luglio invece nel giorno della morte di Rita, la
carovana farà tappa in Sicilia, a Milazzo.
Ed è proprio in questi tre
giorni a cascina Arzilla che i ragazzi di Libera costruiranno passo
dopo passo il percorso di avvicinamento alla carovana.



