La Rassegna (18 marzo-28 marzo)

Rassegna

Le elezioni avanzano e purtroppo sono rare o poco decise le posizioni sulla questione morale, specie nel rapporto tra politica e criminalità. A metterla al centro sicuramente Forgione, presidente uscente dell’antimafia, che nella campagna elettorale attacca il capo di Confindustria Calabria De Rose, il cui vicario Vrenna è imputato di concorso esterno in associazione mafiosa («Forgione attacca De Rose» sul Quotidano della Calabria). La risposta di Confindustria a Forgione arriva il 19 con un documento che rintuzza gli attacchi ricevuti («Confindustria non ci sta»). Sempre in Calabria dove il 18 marzo è stato firmato il protocolo di intesa per le confische dei beni utili al patrimonio pubblico («Alla Calabria i beni della mafia», su Quotidiano della Calabria) ulteriore passo avanti fatto dalla squadra del dottor Antonio Maruccia, commissario straordinario per la gestione dei beni confiscati. Tuttavia è anche da segnalare l’arresto del consigliere regionale calabrese La Rupa, dell’UDC, per voto di scambio, quinto consigliere regionale a finire in manette in Calabria (leggi su Avvenire).

In tema di sentenze, il 19 è ricco di avvenimenti. Dalla malagiustizia, fatta di ritardi e burocrazia, emerge il caso di Gela: finalmente depositate le motivazioni di una sentenza di condanna emessa otto anni fa (leggi su Avvenire). Mentre di tutt’altra specie quella sentenza che arriva da Messina e che condanna all’ergastolo Gerlando Alberti Jr e Giovanni Sutera per l’omicidio di Graziella Campagna: sulla Gazzetta del Sud un pezzo di cronaca («Ergastolo per gli assassini di Graziella»), la commozione del fratello Pietro (leggi) e i commenti alla sentenza di appello (leggi). Paradossale invece la vicenda che appare sulla Gazzetta del Sud il 25 marzo: la storia di un caso di giustizia lumaca, con lo Stato condannato a risarcire il boss Iocolano. 4 mila euro per la lunghezza del dibattimento nel processo a Gela (leggi).

Il 22 marzo su Avvenire, il Cardinale Sepe ricorda le vittime della camorra (leggi) mentre due notizie interessanti fanno capolino a centro pagina: «Clan Casalesi, sequestrati beni per 20 milioni» e «Nuovo colpo ai Lo Piccolo», rispettivamente un sequestro al clan campano e l’arresto di Ferdinando Gallina, ritenuto braccio destro dei Lo Piccolo. Altra notizia positiva la nascita attorno al movimento Rosa-Donne di San Luca, di un agguerrito nucleo che cerca di far risorgere il paese («San Luca, la rinascita parte da una “Rosa”»). Mentre sulla Gazzetta del Sud fa capolino la presenza in corteo, durante la processione del venerdì Santo, di Saro Crocetta, sindaco antimafia e di Barbieri, ritenuto successore del boss Emmanuello (vedi). Arrestato a Paternò il presunto reggente del clan dei “cursoti” (Gazzetta del Sud/25 marzo), nel catanese dunque dove un paio di giorni dopo (leggi su Avvenire) sono stati arrestati quindici affiliati ai clan.

E mentre in Calabria si sparava, un arresto importante: quello del latitante Rocco Gallico, reggente del clan di Palmi, arrestato mentre festeggiava Pasquetta coi familiari (leggi su Unità, Quotidiano della Calabria, Gazzetta del Sud). Mentre l’arresto in Emilia di Carmelo Tancrè, di Isola di Capo Rizzuto adombra ipotesi di un coinvolgimento dell’accaduto con l’uccisione di Francesco Capicchiano, sempre nel Crotonese (Avvenire). Calabria ancora sotto assedio anche nel suo corpus istituzionale: a Tropea il sindaco ha subito l’incendio dell’automobile (leggi su Quotidiano della Calabria). L’ennesimo sintomo.