La Rassegna (25 febbraio – 1 marzo)

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Riina Junior libero per decorrenza dei termini di custodia cautelare. La stampa che lo
fotografa nei suoi primi momenti di libertà: occhiali scuri e borsa della spesa in
mano. Un ragazzo come tanti, se non fosse il figlio di uno dei più
sanguinari criminali di Cosa nostra e non fosse, a sua volta, dentro
il sistema mafioso. E condannato per questo. Tempi più rapidi della
burocrazia italiana forse avrebbero evitato queste immagini.
Coincidenze?
Firenze e le autobombe del ’93. Una pagina nera della Repubblica, un
processo che ha condannato gli esecutori materiali ma che sembra arrestarsi di fronte all’accertamento dei mandanti esterni. 
La
richiesta di archiviazione, l’ennesima, è arrivata da Firenze qualche
giorno fa, accompagnata dall’indignazione dei familiari delle vittime; L’archiviazione per i mandanti in un processo di
mafia (e non solo) in Italia è una pagina bianca che si ripete da
decenni. E questa  non è certo una coincidenza.