“Il mistero delle analisi tenute segrete”- L’inchiesta di Elena Ganelli /// — Alla fine le dichiarazioni del pentito Carmine Schiavone relative ai rifiuti tossici interrati dalla camorra in alcune aree del basso Lazio, in particolare nella discarica di Borgo Montello a Latina, sono diventate oggetto di un’inchiesta aperta dalla Procura della Repubblica di Roma: si tratta di un fascicolo per ora contro ignoti e ancora privo di ipotesi di reato ma i magistrati sembrano intenzionati a fare luce sulle rivelazioni dell’ex casalese alla Commissione sulle ecomafie, rivelazioni che soltanto di recente sono state desecretate.
E mentre si pensa ai prossimi scavi per individuare i fusti tossici provenienti dal nord Italia e seppelliti nell’area pontina, emerge che l’Arpa Lazio è in possesso sin da maggio scorso dei risultati dei prelievi effettuati nelle zone limitrofe ai tre principali invasi della discarica: i dati, trasmessi alla Regione Lazio, al Comune e alla Provincia di Latina ma mai resi noti, rivelano una serie di criticità. L’inquinamento avrebbe infatti superato la barriera del fiume Astura inquinandolo e contaminando anche le zone agricole confinanti mentre in un altro punto – collocato tra gli invasi S1 e S2 – i valori riscontrati non sarebbero riconducibili alla presenza in discarica di rifiuti solidi urbani ma a rifiuti di origine chimica. Sulla mancata divulgazione dei risultati delle analisi gli enti interessati si giustificano sottolineando che si tratta di esami ancora incompleti. “L’azione di monitoraggio delle aree a rischio inquinamento – si legge in una nota della Regione Lazio – è condotta attraverso i rilevamenti periodici di Arpa Lazio (Agenzia regionale per la protezione ambientale) che invia i propri report agli Enti locali competenti in materia cioè Regione, Provincia e Comune. La Regione Lazio, quindi, si è attivata ed è attiva in questo senso in ogni sede, secondo le precise procedure previste. In merito all’ultimo rapporto prodotto da Arpa, e consegnato agli Enti locali nel mese di maggio – conclude la nota – è in fase di elaborazione una integrazione di carattere geologico da parte di Ispra, grazie alla quale sarà possibile ottenere un dato aggiornato che sarà prontamente comunicato”.
Dichiarazioni tutt’altro che rassicuranti per i residenti e i titolari delle numerose aziende agricole della zona che da anni chiedono che sia fatta luce sulla natura dei rifiuti conferiti in quella discarica. E giovedì a Latina arriva l’Osservatorio per la Sicurezza e la Legalità della Regione la cui riunione è stata convocata a Latina proprio per esaminare la situazione della presenza mafiosa nel territorio pontino e contemporaneamente avviare il percorso di sostegno alla manifestazione nazionale di Libera in programma per il 21 marzo e che quest’anno – non a caso – avrà come sede proprio il capoluogo pontino.



