(Lo speciale Forum nazionale all’interno) – Dieci proposte e due campagne per ripartire /// di Davide Pati* —– Le mafie restituiscono il maltolto è stato il titolo della Conferenza nazionale organizzata da Libera lo scorso sabato 1 marzo. Al termine di un viaggio nell’Italia impegnata nei tanti percorsi di legalità e nelle iniziative di riutilizzo dei beni confiscati alle mafie. Da Trento, dove alcuni giorni fa è stato inaugurato il primo appartamento confiscato per usura, fino a Trapani, dove la Calcestruzzi Ericina Libera rappresenta ancora una delle poche cooperative di lavoratori che hanno rilevato la gestione di aziende confiscate. la Conferenza nazionale è stata dedicata a due Prefetti: il Prefetto Fulvio Sodano che proprio della corretta destinazione della Calcestruzzi Ericina fu il principale difensore e il Prefetto Renato Profili che fu il primo a far applicare la legge n.109/96 nel nord Italia, restituendo alla comunità di Vigevano i beni confiscati al clan Valle, e a promuovere un protocollo istituzionale per l’avvio del progetto Libera Terra nell’Alto Belice Corleonese.
Più di quattrocento sono state le associazioni, cooperative, gruppi scouts, parrocchie e caritas diocesane, comunità e fondazioni incontrate in tutto il Paese, in un viaggio pieno di emozioni, di reciproca conoscenza, confronto e scambio di esperienze. La storia di tanti giovani, soci cooperatori, volontari, parroci, educatori, insegnanti, studenti, professionisti, imprenditori, sindacalisti, sindaci e amministratori locali, rappresentanti delle istituzioni a cui sta a cuore un’Italia libera dalle mafie e dalla corruzione. Alcuni di loro hanno portato la loro testimonianza sabato scorso a Roma ed hanno raccontato e dimostrato che la legalità conviene, chiedendo con forza al Governo e al Parlamento quelle urgenti modifiche normative finalizzate a:
1) difendere e rafforzare il principio del riutilizzo sociale dei beni confiscati, prevedendo la loro vendita solo in casi residuali;
2) assicurare che l’Agenzia nazionale possa funzionare veramente con personale qualificato e un’unica sede a Roma presso la Presidenza del Consiglio dei ministri;
3) rafforzare le sezioni misure di prevenzione dei Tribunali per far fronte ai tanti sequestri del valore di centinaia di milioni di euro;
4) dare piena attuazione all’albo degli amministratori giudiziari per poter contare su professionalità adeguate;
5) utilizzare il più possibile le liquidità rimaste troppo a lungo bloccate nel Fondo unico giustizia;
6) garantire l’accesso al credito per lo start up di cooperative e imprese giovanili;
7) prevedere la destinazione delle risorse della programmazione dei fondi comunitari 2014-2020 per il sostegno ai progetti sui beni e sulle aziende confiscate;
8) tutelare i lavoratori onesti delle aziende e a incentivare la nascita di cooperative di dipendenti;
9) estendere la possibilità di destinare le aziende per le finalità sociali e agli enti territoriali;
10) assegnare in via anticipata i beni e aziende sin dalla fase del sequestro per evitare che rimangano inutilizzati e si perda il loro valore economico-sociale.
L’auspicio è che vengano approvate al più presto quelle proposte contenute nel disegno di legge di iniziativa popolare “Io riattivo il lavoro” promosso dalla CGIL e dal mondo sindacale e quelle inserite nel rapporto “Per una moderna politica antimafia” elaborato dalla Commissione istituita dal Governo Letta e presieduta dal Consigliere Roberto Garofoli. E chiediamo che le stesse vengano inserite – come dichiarato dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi – all’ordine del giorno del programma del semestre di Presidenza italiana del Consiglio europeo. Già a partire dai prossimi giorni Libera, inoltre, assicurerà la diffusione e l’attuazione concreta delle due campagne presentate nei Forum territoriali e nella Conferenza nazionale.
Impresa bene comune: le aziende confiscate per il lavoro vero, in collaborazione con Unioncamere, InfoCamere, le organizzazioni datoriali, sindacali e professionali, della cooperazione e della finanza etica, con i giovani imprenditori, i giovani dottori commercialisti e i giovani del credito cooperativo al fine di coinvolgere le imprese sane del Made in Italy al servizio del recupero, salvaguardia e valorizzazione delle aziende sequestrate e confiscate.
Libera il welfare: i beni confiscati per l’inclusione sociale, in collaborazione con le organizzazioni che si occupano di accoglienze, servizi alla persona, marginalità, reinserimento lavorativo e con tutti quei soggetti che hanno aderito nei mesi scorsi alla campagna Miseria Ladra.
Infine, Libera – e la rete delle oltre 1600 realtà aderenti – continuerà ad impegnarsi in ogni parte d’Italia per raggiungere la piena ed effettiva applicazione della legge n.109/96, con un’azione capillare di informazione e sensibilizzazione, di formazione, di assistenza agli enti locali, di promozione e sviluppo dell’imprenditorialità giovanile.
* Responsabile nazionale beni confiscati e Ufficio di presidenza di Libera



