Le mani delle ‘ndrine su un carico di droga già sequestrato

Tribunale di Trapani nella foto Chicca Roveri (foto a cura di R. Giacalone)

Una tonnellata di cocaina, destinata dai narcos colombiani di Norte del Valle e già sequestrata nel luglio scorso, è tornata nel mirino della ‘nrangheta. Nonostante la misura preventiva messa in atto dalla  Guardia di Finanza di La Spezia sotto il coordinamento della DDA di Genova, il carico è stato oggetto di un agguato, sventato nei giorni scorsi. Le ‘ndrine rimaste senza foraggio per i loro traffici illeciti, avrebbero voluto recuperare quell’ingente carico di cocaina, tagliata con un antiparassitario intestinale per animali e poi confezionata in panetti, intercettati dalla Guardia di finanza spezzina e dalla agenzia delle Dogane di La Spezia, nel porto della città ligure tre mesi fa e poi depositati in un luogo segreto, forse non tanto segreto.

 Al trapelare di questo progetto criminale, i baschi verdi hanno organizzato una maxiscorta per trasferire la cocaina all’inceneritore di rifiuti di Ospedaletto di Pisa, dove alcuni giorni fa è stata bruciata. Un trasferimento in regime di estrema sicurezza che ha richiesto l’impiego di sei macchine con personale armato, un furgone blindato con scorta interna armata, una “staffetta” di polizia stradale per la bonifica dell’itinerario e il presidio dell’inceneritore di Pisa dove la droga è stata ridotta in cenere. 

Torna in evidenza, con questa operazione, il sodalizio tra i narcos colombiani e le ‘ndrine calabresi. In particolare l’indagine in corso con riferimento al sequestro di luglio potrebbero avvalorare il legame con le ‘ndrine della Piana di Gioia Tauro, in provincia di Reggio Calabria, guidata da Mimmo Oppedisano, che avrebbe interessi economici anche in Germania, unitamente ai Vottari e ai Pelle di San luca, e in Canada. Inoltre il suo nome è emerso anche in un’altra grande inchiesta dei ros di Genova dove figurava come il boss che “guida” i “locali” ‘ndranghetisti in Liguria.