Libera e i suoi compagni di viaggio. Un bilancio positivo

Libera cresce anno dopo anno. Sono ormai oltre 1600 le realtà associative che compongono la rete antimafia presieduta da don Luigi Ciotti.  Aumentano e si qualificano anche nel 2010 le collaborazioni con alcuni importanti “compagni di viaggio”. Sono stati attivati progetti in più di 4300 scuole e in 84 università. Nuove cooperative agricole sono nate sulle terre sottratte al controllo delle mafie, tra cui la “Beppe Montana”, nelle province di Catania e Siracusa e “Le terre di don Peppe Diana”, nel cuore del potere criminale dei casalesi. Questi i punti salienti delle attività del 2010 illustrati, nel pomeriggio, alla festa nazionale in corso a Firenze. 
Sono intervenuti all’incontro Gabriella Stramaccioni, coordinatrice nazionale, Nando Dalla Chiesa presidente onorario e Don Luigi Ciotti. Insieme a loro due storici “compagni di viaggio” di Libera, il procuratore capo di Torino Giancarlo Caselli e Francesco Forgione, ex presidente della Commissione parlamentare antimafia e primo a stendere una relazione sulla ‘ndrangheta, un’organizzazione che per troppo tempo è stata colpevolmente sottovalutata.
 «Quella di Libera è una realtà in grande crescita» ha dichiarato Gabriella Stramaccioni e, riferendosi in modo particolare all’esperienza delle cooperative agricole, ha aggiunto: «La cosa che più ci incoraggia è che queste esperienze coniugano il valore sociale con la creazione di opportunità lavorative sui territori, nel momento di più grave recessione per il paese».
Nonostante la difficoltà a rintracciare finanziamenti pubblici, Libera cresce, quindi, e lo fa anche grazie a “compagni di viaggio” del mondo delle fondazioni sostenitrici. 
Hanno partecipato all’incontro Paolo Mazzotto presidente della Fondazione Bnl, Stefania Mancini consigliere delegato della Fondazione Charlemagne”, Walter Dondi, direttore della Fondazione Unipolis, Antonio Bernardi presidente della Fondazione Vodafone, Stefano Bassi presidente Lega Coop Toscana e Claudio Vanni di Unicoop Firenze. Oltre a crescere Libera si pone a modello anche a livello internazionale. Nel 2008 è nata la rete “Flare”, impegnata a promuovere in sede europea l’adozione della direttiva sul riutilizzo a fini sociali dei beni confiscati, mentre continua l’impegno a sostenere le realtà associative latino-americane più fragili ed esposte.
Per il prossimo futuro, l’attenzione maggiore di Libera sarà posta al recupero delle risorse sottratte dalla corruzione, con l’impegno a promuovere la legge sul riutilizzo dei beni sequestrati ai corrotti.
Quella della corruzione è una piaga sempre più sistemica in Italia, con un costo stimato per la collettività in circa 60 miliardi di euro l’anno. «Siamo davanti ad una vera e propria vampirizzazione di risorse che va ad incidere direttamente sulla qualità della nostra vita» ha sottolineato Giancarlo Caselli. Francesco Forgione, da parte sua, ha posto l’accento sul fatto che questo fenomeno costituisca il collante per quell’impasto opaco tra imprese, politica e sistemi criminali che il berlusconismo ha aggravato e reso ormai la normalità per il nostro paese. «L’unica via d’uscita per costruire una nuova fiducia sociale – ha sottolineato – è quella di far leva sulle risorse umane e morali che l’Italia ha, al di là del degrado delle classi dirigenti».
L’incontro si è chiuso con l’intervento di don Luigi Ciotti che ha spronato tutti a continuare l’impegno per la legalità e la giustizia senza farsi abbagliare dai risultati positivi: «Non lasciamoci prendere dai numeri, dobbiamo seminare speranza».