G8 pacchetto azionario di maggioranza della Banca Mondiale in grado di condizionare l’economia e la finanza di tutti i Paesi. Di condannare a morte o richiamare in vita gli abitanti di un’intera regione del mondo.
G8 tappeto rosso del potere, Holliwood della politica, festival di quelli che contano per davvero o che credono di contare.
G8 che sa di non bastare più a se stesso perché la Cina non è vicina:
è andata oltre; l’India s’è fatta strada; il Brasile è leader continentale.
G8 che detta le regole del mercato mondiale sempre a favore dei soliti noti e grandi elettori.
G8 di Genova 2001, due mesi prima della strage delle Torri Gemelle non fiuta l’aria, redige un documento finale nel quale la parola terrorismo non appare nemmeno di striscio.
G8 vetrina buona, club dei ricchi, status simbol del potere, buono per una foto ricordo e per dire “io c’ero!”.
G8 sfarzo e spreco.
G8 è l’automobilista romano incazzato, incastrato nel traffico che
urla: “Buffoni, statevene a casa invece di rompere le palle alla gente che lavora”.
G8 in visita allo zoo umano della tragedia abruzzese e gli abruzzesi non sono d’accordo.
G8 novanta per cento della produzione e del commercio di armi.
G8 strette di mano e pacche sulle spalle.
G8: la gente, i drammi, la miseria ma anche le speranze sono altrove.
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