
Due le ipotesi di reato formulate dal giudice etneo Luigi Barone a carico dell’editore-imprenditore Mario Ciancio Sanfilippo e del costruttore Antonello Giostra: associazione mafiosa e riciclaggio. Dare consistenza alle accuse con nuove indagini sarà adesso compito della procura di Catania. La stessa che, in un primo momento, ne aveva chiesto l’archiviazione. Ad affiancare il pm titolare del caso Antonino Fanara sarà il procuratore capo Giovanni Salvi. Novità attese tra cinque mesi.
Con un comunicato stampa a firma del procuratore Giovanni Salvi arriva la notizia della richiesta di nuove indagini nel procedimento contro Mario Ciancio Sanfilippo e Antonello Giostra. Il gip Luigi Barone ha richiesto approfondimenti per i reati di associazione mafiosa e riciclaggio di stampo mafioso per l’editore del quotidiano catanse La Sicilia. Per il costruttore Giostra la richiesta riguarda solo l’ipotesi di riciclaggio con l’aggravante mafiosa.
Tra cinque mesi si conoscerà l’esito delle nuove indagini. Come si legge nel documento, «data la complessità e molteplicità delle indagini – in precedenza non espletabili a causa del decorso del termine delle indagini preliminari, avvenuto sin dal 20 marzo 2011 per il Ciancio e nel 2009 per il Giostra – e la rilevanza delle stesse, il Procuratore della Repubblica si assegnerà personalmente il procedimento in co-delega con il procuratore aggiunto e col precedente titolare». Al sostituto procuratore della Dda Antonino Fanara si affiancherà dunque lo stesso Salvi. Ai due toccherà ripercorrere il lungo filo delle indagini per capire l’errore che in un primo momento aveva portato la stessa procura a richiedere l’archiviazione nel mese di maggio, tre anni dopo l’iscrizione nel registro degli indagati, a marzo 2009.



