Mafiosi tra i No Muos? Il Movimento querela Crocetta. E gli attivisti denunciano un clima di falsificazione mediatica

No Muos (Fonte: Il Clandestino)

La querela annunciata dal Movimento No Muos, in risposta alle recenti dichiarazioni di Crocetta sulle infiltrazioni mafiose tra gli attivisti presenti alla manifestazione del 9 agosto, è stata depositata questa mattina.

Le parole del governatore avevano suscitato reazioni durissime. “Crocetta chieda scusa o porti prove incontrovertibili a sostegno delle sue bizzarre tesi e ricordi che allo stato attuale gli unici elementi che connettono Muos e mafia sono contenuti nelle segnalazioni della DDA su interessi economici di diverse ditte impegnate nella realizzazione dei lavori”, scrive SeL.

“La partecipazione delle nostre associazioni alla manifestazione di giorno 9, insieme a quella di tanti cittadini e cittadine, comitati, movimenti, partiti, sindacati, enti locali è stata pacifica, responsabile e nel solco delle battaglie pacifiste, ambientaliste ed antimafiose di Pio La Torre – affermano in un comunicato congiunto le sedi regionali di Agesci, Arci, Legambiente e Libera contro le mafie – È il movimento No Muos a denunciare tangibili e acclarate pericolose infiltrazioni di Cosa Nostra nella realizzazione del grande impianto militare, come nel caso di imprese (la Calcestruzzi Piazza, ndr) a cui la Prefettura di Caltanissetta ed il Comune di Niscemi avevano revocato le certificazioni antimafia, e che in contrasto con il diritto italiano, avrebbero continuato a lavorare all’interno della base della U.S. NAVY”.

A denunciare per diffamazione aggravata Crocetta, semplici cittadini, giornalisti, professori universitari, componenti di associazioni antimafia, avvocati, artisti, tutti contrari all’installazione del Muos, che si sono sentiti profondamente offesi e denigrati. “Affermazioni gravissime – sostengono i firmatari della querela – lesive dell’onore di migliaia e migliaia di cittadini, e specificamente del nostro onore e della nostra reputazione”.

Le parole di Crocetta costituiscono secondo gli attivisti un ulteriore tentativo di delegittimazione di un movimento pacifico, non violento, a favore della legalità e dei diritti, che il 9 agosto si è reso protagonista di un’azione storica, con l’invasione pacifica di una base militare statunitense. Tentativo di delegittimazione, come denunciato a gran voce dai No Muos, rafforzato dalla falsa narrazione che diversi media hanno diffuso della giornata.

“Ciò che il giorno dopo si racconta della manifestazione è importante quanto la manifestazione stessa – si legge nella nota diffusa dal Coordinamento Regionale dei Comitati No Muos – il 9 agosto migliaia di persone hanno messo piede, tutte insieme e contemporaneamente, all’interno di una base militare conquistandola pacificamente. Pacificamente, sì. E in migliaia. Perché nessuno dei manifestanti ha mosso un dito contro gli uomini armati dello Stato che hanno preferito abbandonare la difesa di ciò che è divenuto indifendibile. Spiace che uno di loro si sia fatto male a un ginocchio a causa di un suo commilitone che, inciampando e rovinandogli addosso, lo ha fatto finire a terra lungo una scarpata”.

“Denunciamo il clima di falsificazione mediatica attorno all’evento: i deliri sul bengala sparato all’elicottero e sui mafiosi No Muos sono solo spazzatura”. Non usa mezzi termini Peppe Cannella, del Comitato di Base No Muos di Modica, riferendosi ai media che, di una grande giornata di festa, pace e resistenza “vissuta”, hanno mostrato solo le immagini dei pochi minuti di tensione tra attivisti e forze dell’ordine.

Che si sia trattato di un corteo pacifico, si evince anche dal racconto dell’avvocato Sebastiano Papandrea, che segue la vicenda Muos al Tar di Palermo. “Ero presente ed ho visto almeno 4000 persone. Fra queste, mamme coi bambini, persone anziane, esponenti delle istituzioni. A parte piccoli tafferugli, della durata di pochi minuti, nessun atteggiamento violento, nemmeno slogan offensivi o violenza verbale. Persino l’invasione della base, a parte il taglio delle reti, è stata un atto dimostrativo di riappropriazione del territorio e si è svolta in un clima di festa. Non c’erano anarco-insurrezionalisti, ma un movimento maturo che ha dato un segno di grande civiltà“.

Per i No Muos, la storica giornata del 9 agosto non è che l’alba di un nuovo giorno e di una nuova resistenza: “Parabole, antenne e strumenti di morte come il Muos non vanno costruite in nessuna parte del mondo. I parlamentari e i senatori a livello nazionale si pronuncino subito: il cantiere Muos va chiuso – scrive ancora Peppe Cannella – Non daremo tregua”.

www.ilclandestino.info