Melito, il racket arriva a Natale

Racket a Melito

Melito, area metropolitana
del capoluogo partenopeo, 34.000 abitanti, così riferiscono le cifre
ufficiali, di cui risultano occupati poco più di quattromila ma i dati
sono di quasi di un decennio fa. Qui la speculazione edilizia appare
il vero piano regolatore che si possa applicare ed ogni giorno si assiste
ad un’emigrazione interna che porta una cospicua fetta di popolazione
verso Napoli dove sono in tanti a lavorare. Aldilà di quanto si possa
leggere nei siti ufficiali in cui si parla di questo Comune oltre il
commercio e, per ovvi motivi, l’edilizia, l’industria trainante
rimane quella stipata nei sottoscala che rappresenta un’importante
foraggiamento per i tanti che preferiscono non sporcarsi le mani e guadagnare
“onestamente” uno stipendio.

Qui ci sono gli “Scissionisti”
di Secondigliano, quelli che hanno deciso di fare la guerra ai Di Lauro
per guadagnare piazze di spaccio e denaro fresco da reinvestire per
accrescere, così, la propria potenza. Sono loro a controllare questa
zona di confine, un territorio cuscinetto la cui economia è sostanzialmente
ristagnante. Soprattutto spaccio di droga, mattone selvaggio e tanto
racket.

Ed eccoli gli uomini del clan
o che per il clan lavorano, sfrecciano con le loro moto lungo le strade
del paese, non hanno sguardi da cattivi ma il loro volto è ben curato,
abiti abbinati con gusto e qualche volta viaggiano in coppia. C’è
n’è una, con lo scooter Liberti, sono dei rappresentanti, o meglio,
si fingono tali. “Buongiorno”, massima educazione, entrano nei negozi
e vogliono parlare solo con il titolare. Aprono la propria valigetta,
mostrano i cataloghi ed il campionario di regali per il prossimo Natale:
penne, calendari, oggettistica varia, “dottò, ma è tutta roba di
buona qualità”. In fin dei conti i costi non sono neanche eccessivi
e a pensarci bene per natale qualche regalo dev’essere fatto. Centocinquanta
euro, non di più, questo il costo del regalo, pagamento anticipato
e consegna della merce a trenta giorni che però non vale assolutamente
il prezzo pagato.

Accettano tutti, la spesa che
viene “proposta” due volte l’anno non è eccessiva ed elimina
molti grattacapi. Rappresenta una polizza assicurativa, anzi sicuramente
meglio.

A Melito nessuno denuncia il
racket che ai piccoli negozianti non può essere imposto con cifre eccessive.
Se però qualcuno non volesse accettare, beh allora, “Dottò, voi
volete fare il cattivo, la befana come si deve regolare, deve portarvi
il carbone nella calza?”. Un attimo di silenzio, per far capire che
si fa sul serio, e poi ancora: “noi ripassiamo, pensateci bene e quando
torneremo vi faremo vedere altri cataloghi, altre offerte”. Ancora
silenzio nel negozio, i rappresentanti si allontanano, a fine serata
dovranno rendicontare e riferire chi sono i cattivi, lo scooter si è
già confuso nel traffico quotidiano.

Resta la paura, quella di denunciare
o di accettare, ancora una volta, l’offerta.