«Tutti i magistrati di questa Procura rinnovano, più che mai, la piena ed incondizionata solidarietà ai colleghi che hanno ricevuto intimidazioni, estendendola con particolare affetto anche ai loro familiari, inevitabilmente costretti a condividerne disagi e trepidazioni; ribadiscono di considerarsi tutti destinatari di qualsiasi aggressione, verbale o fisica, indirizzata a magistrati dell’ufficio; ricordano come tutto ciò avrà il solo effetto di intensificare impegno e determinazione nell’espletamento del loro servizio con immutato equilibrio e serenità di valutazioni». Così la Procura di Palermo fa sentire la sua voce, dopo le ultime intimidazioni arrivate ai magistrati della Dda del capoluogo siciliano.
«Esprimono la convinzione che le istituzioni interessate continueranno a gestire con i necessari criteri di priorità, tempestività ed adeguatezza di risorse le esigenze di protezione dei magistrati esposti a rischi concreti per la loro incolumità – si legge nella nota. Ancora una volta magistrati di questa Procura sono stati oggetto di gravissime intimidazioni chiaramente riconducibili al loro instancabile ed efficace impegno ed ai rilevanti risultati ottenuti, anche di recente, nellopera di contrasto alle associazioni mafiose e ad ogni sorta di crimine organizzato. In concomitanza con i promettenti sviluppi delle loro indagini, Teresa Principato, Marzia Sabella e Paolo Guido sono stati così indicati quali obiettivi di azioni violente rivolte alle loro persone, come lo sono stati di recente, per lennesima volta, Nino Di Matteo e gli altri colleghi titolari del processo trattativa».



