Beni mobili e immobili per un mlione
di euro sono stati confiscati ad un imprenditore edile di Isola
Capo Rizzuto (Crotone), Carmine Piscitelli, 59 anni,
sorvegliato speciale di pubblica sicurezza, coinvolto
nell’indagine denominata ‘Puma’ condotta dal sostituto
procuratore della repubblica di Crotone Pierpaolo Bruni sugli
intrecci tra mafia affari e politica all’interno del villaggio
turistico Praialonga. A Piscitelli, ritenuto collegato alla
cosca Maesano di Isola Capo Rizzuto che nella struttura
turistica esercitava il suo predominio, sono stati confiscati
due abitazioni a Isola Capo Rizzuto, tre magazzini (due nel
villaggio Praialonga e uno a Isola Capo Rizzuto), due
appezzamenti di terreno a Praialonga, due autovetture (una
Mercedes e una Fiat 600), un ristorante nel villaggio turistico
del quale era comproprietario con Giuseppe Battaglia, un’altra
delle persone coinvolte nell’indagine ed alla quale i beni sono
stati gia’ confiscati nei mesi scorsi. Il provvedimento, emesso
dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Crotone,
e’ stato notificato questa mattina a Piscitelli dai carabinieri
della compagnia del capoluogo ionico diretta dal capitano
Domenico Dente. La confisca fa seguito al sequestro degli
stessi beni che era stato disposto dal Tribunale nell’aprile
del 2007 nei confronti di Piscitelli ed altre sette persone
tutte coinvolte nell’indagine e condannate in primo grado con
rito abbreviato nel processo che si e’ concluso il 9 giugno
dello scorso anno. Tra le persone condannate anche
l’imprenditore Raffaele Vrenna e l’ex assessore regionale
Dionisio Gallo. A Piscitelli sono stati inflitti due anni di
reclusione con la sospensione condizionale della pena. In quel
frangente altre 26 persone sono state rinviate a giudizio ed il
processo e’ attualmente pendente davanti al Tribunale di
Crotone.
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