‘Ndrangheta: Manganelli, conTedeschi per aggredire patrimoni

“Il segno tangibile di un
progetto di straordinaria portata innovativa, che vede le forze di
polizia dei due Paesi impegnate fianco a fianco per prevenire e
contrastare le proiezioni della criminalità organizzata italiana in
Germania, ed in particolare per individuare ed aggredire i patrimoni
mafiosi”. Così il capo della polizia, Antonio Manganelli, ha
definito l’accordo – siglato oggi a Berlino dal prefetto e dal presidente
dell’Ufficio federale di Polizia criminale (Bundeskriminalamt), Jorg
Ziercke – che ha dato il via ad una task force delle forze di polizia
italiane e tedesche.
Il Gruppo di lavoro tedesco è composto da membri della Bka, la Polizia
criminale, e in base a specifiche necessità partecipano ai lavori anche
rappresentanti della Polizia delle varie Regioni federali e dell’Ufficio
federale della dogana. Nel Gruppo di lavoro italiano sono rappresentate
le varie forze di polizia, dai carabinieri e dalla Guardia di Finanza.
Obiettivo è l’analisi di dati, di informazioni e di indizi sulla presenza
e sull’attività in Germania della criminalità italiana. Inoltre, dovranno
essere elaborate proposte concrete per la promozione ed il rafforzamento
della cooperazione nella lotta alla criminalità organizzata volte a
ottimizzare la comune attività di indagine e di analisi ed anche il
continuo riscontro di dati concernenti membri mafiosi appartenenti ad
organizzazioni criminali italiane presenti in Germania.
Manganelli ha spiegato che
”lo scambio delle informazioni sarà particolarmente fluido grazie
all’interconnessione dei desk investigativi che opereranno in Germania
presso la sede del Bka di Wiesbaden, ed in Italia presso la Direzione
della Polizia criminale”. Il vicecapo della polizia, Nicola
Cavaliere, ha anticipato che al desk investigativo “sono già stati
assegnati alcuni dei migliori investigatori provenienti dalle strutture
di eccellenza della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e della
Guardia di Finanza, nonché specialisti della Direzione investigativa
antimafia e della Direzione centrale antidroga e funzionari
particolarmente esperti nel settore della cooperazione
internazionale”.
Da parte sua, il presidente dell’Ufficio federale di Polizia criminale
(Bundeskriminalamt), Jorg Ziercke, ha ricordato che “le nostre
indagini dell’anno precedente hanno dimostrato che la Germania riveste un
ruolo fondamentale per la mafia italiana. La brutalità con la quale sono
stati commessi i delitti di Duisburg ha rappresentato un nuovo approccio
criminale che necessita di ulteriore misure. Grazie alla task force mi
propongo di arricchire ulteriormente la nostra conoscenza sulle attività
della mafia italiana per contrastare, in futuro, reati cosé
efferati”.
Dal 1997 sono stati arrestati in Germania oltre 65 cittadini italiani che
fanno parte di organizzazioni criminali di tipo mafioso; soltanto nel
2006, sono stati condotti 26 procedimenti d’indagine nei confronti di
sodalizi italiani con complessivamente 355 persone indagate. Una parte di
queste associazioni criminali aveva collegamenti con Cosa Nostra (5),
‘ndrangheta (5) e camorra (3). La tradizionale e stretta collaborazione
tra Italia e Germania, fa sapere il Dipartimento di Pubblica sicurezza,
viene accentuata anche dalla presenza dei due Ufficiali di collegamento
dell’Ufficio federale di Polizia criminale volti a rafforzare lo scambio
di notizie e di informazioni, mantenendo contatti di fiducia a livello
personale con le autorità italiane. Lo stesso discorso vale per
l’Ufficiale di collegamento italiano distaccato presso l’Ufficio Federale
di Polizia criminale in Germania.