Un hotel dal valore di 11 milioni di euro. Il Parco dei Principi di Roccella Ionica, cittadina dell’alto ionico reggino, è stato sequestrato dagli inquirenti. Sette persone indagate, tra cui alcuni imprenditori. Questi, secondo l’accusa, avrebbero ottenuto indebitamente finanziamenti pubblici e sarebbero collegati alle cosche Aquino – Coluccio di Marina di Gioiosa Ionica. L’operazione di oggi è partita come filone delle indagini sull’omicidio di Francesco Fortugno, vice-presidente del Consiglio regionale calabrese ucciso a Locri nel 2005. Ulteriori elementi a carico degli indagati sarebbero emersi, inoltre, dalle operazioni “Il Crimine” e “Solare”.
Le famiglie Aquino e Coluccio, imparentate tra loro, sono profondamente radicate nel territorio e vantano una forte ramificazione sia nell’Italia settentrionale che in Canada. Le attività delle due cosche, si legge nell’ordinanza “Il Crimine”: «Vanno dal riciclaggio di denaro “sporco”, svolto anche attraverso investimenti immobiliari e mobiliari, all’acquisto e vendita di armi, al narcotraffico (con solide proiezioni internazionali)». Due famiglie potenti che, tuttavia, sono state decimate dalle operazioni di polizia. Il capo-cosca degli Aquino, Salvatore è in carcere dal 1999.
Nonostante gli arresti, però, continua a guidare le attività della ‘ndrina, servendosi come reggenti di tre nipoti, figli del fratello. Rocco, Giuseppe e Domenico Aquino, infatti, gestiscono gli affari della famiglia per conto dello zio Salvatore, mantenendo, tuttavia, uno stretto contatto con quest’ultimo. Sono numerosi i colloqui che gli inquirenti hanno registrato in carcere tra il boss Salvatore e i nipoti, nel corso delle visite consentite. Conversazioni criptate che, tuttavia, hanno fornito agli inquirenti elementi utili per l’inchiesta. Stessa sorte per i Coluccio, strettamente imparentati con i tre fratelli Aquino. Dei tre Coluccio due sono in carcere. Salvatore, arrestato a Roccella Ionica il 10 maggio del 2009 e Giuseppe, arrestato a Toronto il 7 agosto del 2008. Entrambi figuravano nella lista dei 30 latitanti più pericolosi d’Italia. Antonio, il più giovane dei Coluccio, è stato coinvolto nell’operazione “Il Crimine”, ma risultava già ricercato perchè coinvolto nell’operazione contro il traffico internazionale di stupefacenti organizzato dalle famiglie canadesi di Cosa nostra dei Rizzuto e dei Cuntrera – Caruana.
E’ proprio dalle conversazioni tra i fratelli Aquino, reggenti della ‘ndrina, e lo zio Salvatore che vengono fuori elementi utili all’operazione di oggi. Nella conversazione registrata nel carcere di Parma il 19 aprile del 2008 Rocco Aquino parla al boss degli affari della famiglia. «Rocco – scrivono gli inquirenti nell’ordinanza “Il Crimine” – racconta allo zio la loro attuale situazione commerciale, parla che stanno costruendo degli immobili, in particolare parla di un immobile con sette appartamenti che hanno già rivenduto e che un settore che sta andando bene anche perché ci sono gli stranieri che li acquistano. Parla di tedeschi, inglesi e svedesi che stanno acquistando molti immobili nella zona; nella zona di Caulonia dice che ci sono circa 700 appartamenti da 50 mq che si riescono vendere molto bene». Nella stessa conversazione vengono citati tre hotel: il Kennedy, il Parco dei Principi e il Miramare. Rocco parlando allo zio si lamenta che alcuni giornali indicano gli Aquino come i reali proprietari numerose attività commerciali, tra cui gli hotel che, tuttavia, per gli inquirenti sono: «a lui invece direttamente, ed in modo certo, riconducibili
».
«Turi (Salvatore Aquino ndr):- ma a Marina i locali sempre quelli sono? Si?… Rocco (Rocco Aquino, ndr):- sisisisi, a livello di…a livello di strutture si…vanno facendo cose che mettono sopra a questi giornali, che questo, che quello che li pa che pa pa…ci mettono 646 proprietari…gli ho detto, che un altro pò ci mettono proprietari pure della chiesa Turi:- (incomprensibile)… Rocco:- (incomprensibile)…che vanno…scrivono su questi giornali…qua che siamo proprietari noi, qua che siamo proprietari noi… Turi:- e chi (incomprensibile)… Rocco:- siii…vanno facendo, l’altra è uscito…(incomprensibile) ve lo mandano…hanno scritto che, del, del Kennedi chi sono, Parco dei Principi…cheee… Tommaso (Tommaso Tavernese, genero di Salvatore Aquino, ndr):- lui lui non sa del Parco dei Principi…che… Rocco:- a…nono…no lui… Tommaso:- lui non c’era… Turi:- e questo dove lo hanno fatto,… Rocco:- lo hanno fatto sapete dove lo hanno fatto!?…di fronte a Circosta… Turi:- a Circosta… Rocco:- dove era di mi della contessa… Turi:- a risisi…».
Una famiglia potente e con spiccato senso imprenditoriale, in grado di arricchirsi con i traffici internazionali di droga e di ripulire il denaro con speculazioni immobiliari. Continua l’attività di contrasto di magistratura e forze dell’ordine contro la ‘ndrangheta in Calabria. Una costante importante degli ultimi anni.



