C’è anche il senatore Nicola Di Girolamo tra i destinatari delle 56 misure cautelari emesse dal gip del Tribunale di Roma, Aldo Morgigni nell’ambito dell’inchiesta della Procura distrettuale antimafia di Roma coordinata dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo ed eseguita dai carabinieri del Ros e dal Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza contro il riciclaggio di denaro. «Nicola di Girolamo -ha spiegato Capaldo- eletto nella quota europea alle ultime elezioni è accusato di essere la mente finanziaria del gruppo che ha commesso gli illeciti. Nelle indagini appaiono anche collegamenti con la famiglia della ‘ndrangheta di Isola Capo Rizzuto, Arena». È emerso dalle indagini che in occasione delle elezioni politiche dell’aprile 2008, nel corso della campagna elettorale si sono svolte a Isola Capo Rizzuto alcune riunioni con esponenti della ‘ndrangheta per la raccolta di voti tra gli emigrati calabresi in Germania. Agli incontri oltre a Di Girolamo partecipava anche Gennaro Mokbel legato in passato ad ambienti della destra eversiva, e esponenti della cosca Arena tra cui il reggente Fabrizio Arena, e Franco Pugliese, già sottoposto alla sorveglianza speciale.
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