Nella società a noi contemporanea, tra globalizzazione, crisi e recessioni previste, tra una distribuzione sicuramente sbagliata delle risorse globali e una grande porzione di esseri umani costretti a lavorare in condizioni non dignitose, lo sfruttamento e l’illegalità economica passano sempre più per Internet ed il mercato dell’informatica. La compravendita di oggetti virtuali pagati con valuta reale, definita recentemente come Real Money Trading , rappresenta la maggiore fonte di profitti illeciti del settore.
Nessuna imposta, nessun pagamento di dazi per questi beni “virtuali”, anche quando parliamo di milioni d’euro.
E nessuno pensa ai lavoratori di questo settore. Centinaia di migliaia di giovani cinesi sottopagati e sfruttati, si illudono di sfuggire a quella schiavitù lavorativa che ha sottomesso le generazioni precedenti,tra fabbriche e lavoro manuale. Anche quando il prezzo da pagare è una profonda alienazione.
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