Ancora minacce nei confronti dei magistrati palermitani. Dopo la missiva indirizzata a Nino Di Matteo, le intercettazioni in carcere nelle quali i boss carcerati attaccano a muso duro il sostituto procuratore Francesco Del Bene. La notizia, data dall’edizione online del quotidiano La Repubblica, ha allertato i vertici del Tribunale di Palermo. Il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, intanto, ha deciso di potenziare la scorta al magistrato.
Nelle intercettazioni i boss, parlando con i familiari,non usano mezzi termini: «Quel Del Bene è troppo zelante, deve buttare il sangue, deve morire», oppure: «Quel pm è sempre presente in aula, sta rompendo…».
Del Bene a Palermo ha partecipato ad importanti indagini antimafia, situazione che di certo ha infastidito le cosche. Nel 2007 è stato tra i coordinatori dell’indagine che ha portato all’arresto dei boss Salvatore e Sandro Lo Piccolo. Nel 2009 è stato tra gli artefici dell’inchiesta che ha portato all’arresto del boss Domenico Raccuglia. Con Antonino Di Matteo, Lia Sava e Roberto Tartaglia è, inoltre, componente del pool che ha svolto – e continua ancora a svolgere – le indagini sulla trattativa Stato-mafia. Alcuni giorni fa, infine, ha firmato l’ennesima operazione antimafia, quei 37 arresti compiuti per impedire a Cosa nostra di riorganizzarsi.



