Primo maggio Taranto: una festa pro-diritti che guarda al futuro

Piazza

TARANTO (Foto a cura di Giuseppe Di Viesto) Cielo plumbeo e pioggia battente: sembrava la metafora perfetta per una città, Taranto, che da troppo tempo non vede il sole, proprio nel giorno in cui l’antica capitale della Magna Grecia ospitava il mega-concerto, organizzato dal comitato “Cittadini e lavoratori liberi e pensanti”, dal titolo emblematico “Si ai diritti, no ai ricatti. Futuro?Ma quale futuro?”. Ma all’improvviso, quel sole tanto atteso è spuntato nel cielo riscaldando con i suoi raggi gli oltre 100.000 mila spettatori giunti da ogni parte d’Italia. Molti big della musica italiana hanno preferito disertate il tradizionale concertone di Roma per sposare gratuitamente la causa degli attivisti tarantini. Anima della manifestazione-insieme al comitato promotore che il 2 agosto 2012 interruppe il comizio sul caso Ilva dei leader sindacali di Cgil. Cisl e Uil- l’attore Michele Riondino che in apertura ha letto un messaggio duro- e che certamente non desterà poche polemiche- contro le istituzioni ed i sindacati ma, allo stesso tempo carico di speranza di rinascita perchè invertire la rotta è possibile:

Se si vuole un motivo del perchè è ancora importante festeggiare la festa del lavoro e dei lavoratori è necessario farlo a Taranto. E la motivazione sta nelle ultime parole di August Spies, operaio-sindacalista impiccato l’ 11 novembre 1887 a Chicago per aver organizzato una manifestazione non autorizzata. Le sue ultime parole furono: salute!Verrà il giorno in cui il nostro silenzio sarà più forte delle voci che oggi soffocate con la morte. Comincia con una parola bellissima: salute. Sui dizionari il suo significato è racchiuso in tre parole: salvezza, incolumità, integrità. Una parola, salute, la cui accezione non può non essere positiva. Qui a Taranto, però, questa parola ha assunto un altro significato. Significa ostacolo, impaccio, impedimento alla normale attività produttiva di acciaio. E’ diventata motivo di vergogna, vergogna di Stato. Io tarantino, oggi, nel 2014 mi trovo a rileggere delle parole di Spies. E mentre lo faccio non posso fare a meno di sentirle contemporanee. E allora, signor presidente del Consiglio, signori ministri, signor governatore della Regione Puglia, signori sindacalisti, signor sindaco e, infine, signor presidente della Repubblica ricordate queste parole e non dimenticate che tutti noi continueremo a maledirvi ogni giorno per tutto ciò che potreste fare e non fate, per ciò che avreste potuto fare e non avete fatto. Verrà il giorno in cui il nostro silenzio sarà più forte delle voci che oggi soffocate con la morte, salute. Taranto Libera!

«Si parla sempre di contro, ma siamo qui per una festa pro.- ha voluto sottolineare Caparezza, artista che ha aperto la maratona musicale- Stiamo cercando di tenere accesi i riflettori sulle problematiche di Taranto. Oggi sono particolarmente contento perchè appartengo a questa terra. Ho avuto tanto da Roma ed ho avuto tanto da Taranto. Perciò non sto a dire che questo primo maggio è bello, mentre l’altro è brutto». Presentati da Andrea Rivera, Valentina Petrini e Luca Barbarossa- un alternarsi interminabile di musica ed emozioni con Fiorella Mannoia, Après La Classe, Diodato, 99 Posse, Mama Marajas, Sud Sound System, Afterhours, Vinicio Capossela e la Banda della Posta, Paola Turci, Roy Paci, Municipale Balcanica, Rezophonic, Nobraino, Tra Allegri Ragazzi Morti e alcune tra le più interessanti band emergenti del panorama nazionale

«Il 1° maggio vero è quello dove ci sono dei contenuti importanti e non fatto solo per creare un palcoscenico-vetrina per gli artisti che devono presentare i nuovi album o singoli,- è il giudizio severo del direttore artistico dell’evento Roy Paci- ma il luogo dove dei musicisti che con il cuore hanno aderito gratuitamente alla manifestazione fanno da cassa di risonanza ad un messaggio importantissimo»

Per uno strano gioco del destino, il patron dell’Ilva Emilio Riva si è spento, all’età di 88 anni a Milano, a poche ore dall’inizio della manifestazione chiesta dagli organizzatori proprio per chiedere la chiusura del colosso siderurgico. «Ora dirò delle parole che probabilmente non piaceranno a tutti- ha affermato Roy Paci-: facciamo le nostre condoglianze alla famiglia Riva. Vorrei che su questo palco si celebrasse la nostra volontà di essere diversi, la morte non ci scivola addosso. Da Taranto si può ripartire per cambiare non solo questa città ma tutta l’Italia».

A sorpresa è poi intervenuto in collegamento telefonico dal Sudan nel tardo pomeriggio Gino Strada, fondatore di Emergency. «Taranto – ha ricordato il noto chirurgo milanese- è il simbolo di una situazione in cui i diritti vengono calpestati e viene barattato il lavoro con la salute. Vorrei dire che un paese civile che dovrebbe proteggere i cittadini non dovrebbe tollerare persone che applaudono gente condannata per la morte di un ragazzo». Il riferimento- assolutamente non velato- è all’ovazione tributata a Rimini nei giorni scorsi durante la sessione del Sap, il sindacato autonomo di Polizia, a tre dei quattro agenti condannati in via definitiva per la morte del 18enne Federico Aldrovandi. Un gesto che ha provocato l’ indignazione della famiglia del ragazzo e delle più alte cariche dello Stato. Una divisa, al contrario onorata fino alla morte, avvenuta pochi giorni fa, dal commissario di polizia Roberto Mancini, ammalatosi di tumore ( e per questo “risarcito” con appena 5.000 euro) per la caparbietà con cui ha combattuto il traffico illecito di rifiuti nella Terra dei Fuochi. Le sue informative e denunce, risalenti già alla metà degli anni ’90, sono rimaste per troppo tempo inascoltate.

Un 1° maggio, tuttavia, non solo all’insegna della buona musica ma anche- e soprattutto- della riscoperta dei diritti negati (salute, ambiente, lavoro, parità di genere ) e dei valori costituzionali troppo spesso dimenticati. Negli intermezzi si sono susseguiti gli interventi di “No Muos Sicilia”, “Crotone ci mette la faccia”, rappresentanti dalle martoriata “Terra dei Fuochi”, “No Smog Trieste”, “Coordinamento Acqua Pubblica Abruzzo”, “No al Carbone Brindisi”, “No Triv Basilicata”: spaccati di un’Italia soffocata che ha fretta di ritornare presto a respirare, a ridisegnare un futuro partendo dal basso. Un futuro non più appannaggio di pochi, ma che spalanchi la speranza a tutti. Come ogni 1° maggio che si rispetti non si sono fatti attendere alcuni strascichi polemici. Da una parte Piero Pelù che da palco di Roma ha attaccato Renzi definendo gli ormai celebri 80 euro “elemosina” invocando vere politiche del lavoro, dall’altra un twitt della Cisl nazionale ha bollato il concerto di Taranto come “saga paesana” rispetto all’evento della capitale. Un’affermazione- in modo eloquente dai numeri- che ha mandato su tutte le furie il popolo della rete e gli stessi manifestanti che nella conferenza stampa del giorno dopo non ha esitato a replicare a muso duro: “Tanto interesse da parte di un sindacato nazionale- ha evidenziato Riondino- è la più evidente dimostrazione del successo della nostra iniziativa”.