Milano, 23 marzo. E’ arrivata in tarda serata la pronuncia della Suprema Corte in merito alla richieste della difesa riguardanti la ricusazione della componente togata della Corte e l’inutilizzabilità di alcune prove, tra cui intercettazioni, raccolte in data 25 novembre 2015 e dunque prima dell’iscrizione di Schirripa nel registro degli indagati.
La Cassazione ha respinto il ricorso degli avv. Foti e Anetrini. Allineandosi alla decisione già presa dai giudici della Corte d’Assise di Milano, ha affermato la definitiva utilizzabilità, all’interno del processo in corso, delle prove raccolte. Questa pronuncia spegne ogni speranza della difesa di sollevare nuovamente la questione, in quanto tale decisione è da intendersi incontrovertibile.
E’ da considerarsi chiusa, quindi, la strada percorsa dalla difesa dell’imputato in tutte le precedenti udienze: ora starà agli avvocati trovare nuove strategie per difendere Rocco Schirripa, unico imputato di un processo sempre più imprevedibile.
Appuntamento al 29 marzo in cui saranno sentite le testimonianze richieste dall’avvocato della parte civile, Fabio Repici.
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