Nei giorni scorsi a Terni abbiamo provato a dare voce a chi in Italia non viene solitamente ascoltato e a dire ad alta voce ciò che molte persone quotidianamente fanno come operatori sociali. Non un “privatosociale” quanto piuttosto un “pubblico non statale” che accetta la sfida di stare dalla parte degli ultimi. “Mentre le richieste nei centri di ascolto e di accoglienza si sono raddoppiati nel corso degli ultimi anni – ha ribadito don Luigi Ciotti – è diminuito drasticamente il sostegno da parte dello Stato”. Non si tratta di rivendicazione ma di riconoscimento di diritti e di dignità per le persone che non ce la fanno e per chi cerca di aiutarle. Sono sempre di più i poveri in giacca e cravatta a rivolgersi a mense e centri di accoglienza. Un sintomo preoccupante di diffusione delle condizioni di povertà che colpisce anche quelle persone che non hanno nemmeno un tetto su cui salire per protestare. “Strada facendo”, il laboratorio degli operatori sociali che ha raccolto più di mille partecipanti nei giorni scorsi ha denunciato tante inadempienze, messo il dito sulle piaghe scoperte del sociale (migrazioni, sanità, carcere, casa…) ma ha ridefinito una mappa dell’agire. Nessuno si tirerà indietro.
* tratto da Mosaico di Pace
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