Rassegna stampa (31 maggio – 6 giugno)

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I Casalesi alzano il tiro come fecero i Corleonesi a cavallo fra gli anni ’80 e i ’90. Il Clan camorristico di Casal di Principe apre il fuoco contro coloro i quali mettono a rischio i meccanismi di un sistema collaudato e ottimizzato in questi lunghi anni di silenzi e dimenticanze che hanno consentito loro di fare di quell’angolo di Campania territorio di conquista, dominio e consolidamento del proprio potere imprenditoriale e militare. Muore infatti in questa settimana, sotto il fuoco della Camorra, l’imprenditore Michele Orsi, a capo della Eco4, e primo fra i “dichiaranti” e i pentiti a parlare dei rapporti fra i clan e la politica. Sono scritte nero su bianco nei verbali della Procura di Napoli le storie di corruzione e  gestione leggera di una situazione diventata negli anni insostenibile, per i cittadini, imprenditori e politici. Anche la Camorra inizia a scoprire i danni che possono venire dalle collaborazioni con la Giustizia e si fa sentire con il fuoco delle armi per  intimidire e mettere a tacere. Negli stessi giorni lo Stato risponde con arresti e indagini a tappeto. Dalla Calabria arrivano storie di pizzo e di “pizzini”, gli ultimi circolati nell’ormai nota e sospetta Procura di Reggio Calabria. Al di la dello stretto la partita si comincia a giocare a carte scoperte: ci sono commercianti ancora taglieggiati ma sotto l’egida di nuove regole interne a Cosa nostra e altri che non abbassano la schiena e come l’imprenditore di Agrigento, denunciano nonostante i numerosi attentati.


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