Inserita ufficialmente nella lista nera degli Usa fra le principali organizzazioni dedite al narcotraffico la ‘ndrangheta insidia il nord America e il governo degli States corre ai ripari. Il provvedimento consentirà, infatti, di congelare i beni americani degli appartenenti all’organizzazione. La «Foreign Narcotics Kingpin Designation Act
Cosche calabresi temute all’estero e indagate in Italia per grandi affari di respiro europeo come il business del megavillaggio turistico Europaradiso e l’affaire eolico dell’Isola di Capo Rizzuto. Ci sarebbero infatti la ‘ndrangheta e una loggia massonica – affaristica alla base dei capi d’imputazione contestati, tramite un avviso di garanzia, al capogruppo del Pd in consiglio comunale, Giuseppe Mercurio (accusato anche di appartenenza a loggia massonica_ Articolo 1, legge Anselmi) per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione aggravata dal metodo mafioso.
Tirato in ballo da un pentito, Vincenzo Marino, il consigliere avrebbe dato l’ok per il cambio di destinazione d’uso del terreno, da agricolo ad edificabile, poi successivamente bocciato dalla giunta regionale. L’ipotesi investigativa è che oltre al magnate israeliano David Appel avessero messo le mani sull’affare, anche una cosca di Papanice in relazione ai lavori che sarebbero stati affidati a ditte del crotonese. Altro affare nel mirino delle ‘ndrine il parco eolico di Isola capo Rizzuto, dietro cui ci sarebbe la ditta Pitagora Erg (30 maggio 2008, Quotidiano di Calabria – 31 maggio 2008 Quotidiano di Calabria). Non solo una cupola impasto di ‘ndrangheta e massoneria ma anche delicate questioni di “veleni” in Procura tengono alta l’attenzione in Calabria e accesi i riflettori in particolare sui magistrati Boemi, Mollace e Cutroneo, sotto esame del Csm (30 maggio 2008 Quotidiano di Calabria – 31 maggio 2008, Gazzetta del Sud 30 maggio 2008 ).
Da una Procura ad una Superprocura, dalla Calabria alla Campania, le vicende della gestione illecita dei rifiuti conquistano tristemente le prime pagine dei quotidiani campani di questa settimana. Saranno 12 i pm che si occuperanno delle inchieste sui rifiuti e che dovranno gestire fascicoli in arrivo da tutta la Regione. Una mossa inevitabile per coordinare i diversi filoni dell’indagine che vede già in corso 1500 processi, roghi per le strade e una situazione quotidiana insostenibile ( 31 maggio 2008 Il Mattino, 2 giugno Il Mattino).
Immondizia che uccide e soffoca la Campania. Società miste, a gestione controllata dalla Spa Rifiuti, targata Clan Casalese. Stanno vivendo uno dei periodi di maggiore esposizione mediatica e giudiziaria, gli esponenti del clan di Casal di Principe e reagiscono a loro modo, con le armi. Venerdì scorso i killer sono entrati in azione a Villaricca, nell’hinterland napoletano, contro la nipote di Anna Corrino, moglie del boss Francesco Bidognetti e prima donna di camorra a diventare collaboratrice di giustizia. La nipote di soli 25 anni è stata ferita gravemente, forse per errore, poiché l’obiettivo sarebbe invece stato la madre; i familiari della giovane ferita hanno accettato di essere inseriti nel programma di protezione (1 giugno Avvenire – Unità 1 giugno – Il Mattino).
Sono ore che ricordano la lotta interna avvenuta in Cosa nostra, fra gli anni ’80 e ’90, le intimidazioni ai primi pentiti, gli omicidi e infine il tentativo di alzare il tiro contro lo Stato e i rappresentati delle Istituzioni. Ed è proprio lo Stato a farsi sentire dopo gli omicidi di Michele Orsi, imprenditore “dichiarante” (secondo la procura di Napoli, leggi Il Mattino 4 giugno 2008) e quello di Umberto Bidognetti, padre del collaboratore di giustizia Domenico e le parole sono quelle della più alta carica dello Stato, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. “Le carte parlano chiaro, i rifiuti tossici scendono dal nord” (Avvenire 6 giugno 2008, Il Mattino 5 giugno 2008 )
L’imprenditore Michele Orsi è stato ucciso il primo giugno scorso a colpi di pistola intorno all’ora di pranzo da due uomini che lo attendevano poco lontano dalla sua abitazione a Casal di principe. Considerato il Salvo Lima della Campania, l’imprenditore titolare (con il fratello) della Eco4, il consorzio che gestiva i rifiuti a Mondragone, nel casertano, arrestato per irregolarità negli appalti e che durante la detenzione decise di collaborare con i magistrati della Dia è stato il primo a parlare dei rapporti fra i clan e la politica. In particolare nei verbali sono presenti alcuni passaggi dedicati al ministro Landolfi << accusato di corruzione e truffa, di lui Orsi parla in relazione ad assunzioni forzate >> (2 giugno 2008 Corriere della sera, Il Mattino, 3 giugno 2008 Liberazione 3 – 4 giugno 2008 Avvenire 3 – 4, Gazzetta del Sud 3 giugno 2008)
Dopo l’escalation criminale slitta al 16 giugno il verdetto dei giudici napoletani in quello che è il primo vero processo ai Casalesi “Spartacus”, dopo il romanzo – inchiesta “Gomorra” (oggi divenuto anche un film) che dei Casalesi parla sotto forma di romanzo – inchiesta e che ha fatto parlare l’Italia intera di un clan che per anni ha gestito affari e dinamiche sociali in un territorio sfuggito al controllo dello Stato e finito sotto quello della Camorra nel più completo silenzio della politica e a volte anche dei media. (Il Mattino 1 – 2). E’ di qualche giorno fa la richiesta del direttore di rai news 24 rivolta a tutti i colleghi Rai di trasmettere in diretta tv il processo Spartacus, un altro tentativo di dare un colpo al clan. (Articolo 21).
E mentre la Campania è al centro dell’agenda politica in Sicilia la mafia continua ad imporre il pizzo ma con alcune novità. La polizia di Palermo ha infatti arrestato, ieri notte, due estorsori, considerati personaggi emergenti della famiglia mafiosa di Borgo Vecchio, del capoluogo siciliano. In particolare, come emerso dall’inchiesta, i due estorsori avrebbero assicurato alla loro vittima che il suo nome non sarebbe mai apparso sul libro-mastro, come invece accaduto di recente e scoperto dalle ultime operazioni antimafia che ha decimato le famiglie malavitose (Avvenire 6 giugno 2008).
Ma per imprenditori che continuano a pagare il pizzo che ne sono anche altri che invece dicono no al racket e denunciano come l’imprenditore agrigentino, Salvatore Moncada, a capo del gruppo Moncada Energy, più volte intimidito, sotto scorsa per diverso tempo ma contestualmente diventato il quinto produttore di energia eolica in Italia e il secondo nel mezzogiorno (pannelli fotovoltaici di ultima generazione) (L’Avvenire 6 giungo 2008).
La settimana si conclude con la presentazione a Roma del rapporto Ecomafia 2008 di Legambiente. 83 reati al giorno contro l’ambiente, maglia nera alla Campania e secondo posto alla Calabria. Anche Cosa nostra entra nel business dei rifiuti, anche se rimane leader il clan dei Casalesi, capace di spaziare dal ciclo del cemento a quello dei rifiuti, dall’agricoltura al racket di animali. L’appello di Legambiente è univoco: introdurre i delitti contro l’ambiente nel nostro codice penale (Gazzetta del Sud 5 giugno 2008, Avvenire 5 giugno 2008, Liberazione 5 giugno 2008, Il Mattino 5 giugno 2008)
Ancor più dopo gli omicidi degli ultimi giorni è palese il filo che unisce, traffico illecito di rifiuti e delitti contro l’ambiente con la vita criminale e il business illegale delle camorra e delle altre organizzazioni criminali.



