Riforma del 416 ter, approvate modifiche. Libera: ” Gravi ulteriori slittamenti. Nuove norme in vigore subito”

Camera dei deputati

“Il Senato ora approvi subito la riforma del 416 ter sul voto di scambio al di là delle perplessità restanti in particolar modo quelle relative alla prevista riduzione delle pene. Di fatto dopo 400 giorni e ben tre votazioni ritorna al Senato il testo che recepisce la proposta iniziale di Libera, sostenuta da oltre 450.000 cittadini (www.riparteilfuturo.it) e frutto di un ampio e approfondito confronto con magistrati ed esperti: inserire semplicemente nel testo del 416 ter le parole “altra utilità“, per colpire così in maniera efficace gli scambi di voti e favori tra politici e mafiosi. Con il voto di oggi alla Camera il Governo e il Parlamento si assumono una grande responsabilità: la riforma del 416 ter è ancora sulla carta. Ora deve diventare subito legge, per non lasciare ancora il paese privo di una norma che possa contrastare il mercato dei voti in prossimità delle prossime elezioni di maggio, europee e soprattutto amministrative”. L’Aula della Camera ha approvato, in terza lettura, il disegno di legge sul voto di scambio politico-mafioso. I voti favorevoli sono stati 310, i contrari 61. Il testo ‘corregge’ il ddl uscito dal Senato lo scorso gennaio tra le proteste di Forza Italia.

Le modifiche al testo.  Tre i cambiamenti apportati al testo tornato al vaglio della Camera. la prima elimina il termine “qualunque” prima dell’espressione “altra utilità”. La seconda cancella il principio della punibilità con il 416-ter del politico “che si mette a disposizione” dell’organizzazione mafiosa, mentre la terza modifica diminuisce la pena del carcere per il voto di scambio.  Ovvero: “Chiunque accetta la promessa di procurare voti mediante le modalità di cui al terzo comma dell’articolo 416-ter in cambio dell’erogazione o della promessa di erogazione di denaro o di altra utilità è punito con la reclusione da quattro a dieci anni. La stessa pena si applica a chi promette di procurare voti con le modalità di cui al primo comma”. La riduzione della pena riporta in pratica all’originaria previsione di Montecitorio che poi era stata modificata nel passaggio al Senato con il carcere aumentato da 7 a 12 anni. Su questo Forza Italia aveva protestato.  L’altra modifica apportata, dopo l’accordo maggioranza-Fi in Comitato dei 9 della commissione Giustizia, è che nel testo del Senato si parlava di “qualunque altra utilità”, mentre ora si torna a “altra utilità”. Il testo licenziato in Senato invece era il seguente: “Chiunque accetta la promessa di procurare voti mediante le modalità di cui al terzo comma dell’articolo 416-bis in cambio dell’erogazione o della promessa di erogazione di denaro o di qualunque altra utilità ovvero in cambio della disponibilità a soddisfare gli interessi o le esigenze dell’associazione è punito con la stessa pena stabilita nel primo comma dell’articolo 416-bis. La stessa pena si applica a chi promette di procurare voti con le modalità di cui al primo comma”.