Roma, arrestato Enrico Nicoletti, re Mida della Magliana

Nelle redazioni dei giornali romani molti rimangono stupiti quando le agenzie di stampa battono la notizia dell’arresto del vecchio Enrico Nicoletti, re Mida della banda della Magliana. Si, proprio lui, il “cassiere” che, nato in paesino della provincia di Frosinone, aveva fatto fortuna nella Capitale investendo il denaro dei boss di periferia. Le accuse mosse dalla Procura romana sono quelle di associazione a delinquere, truffa e millantato credito, tutte relative all’operazione effettuata dalla mobile romana  denominata “il gioco è fatto” che aveva già portato all’arresto di ex della Magliana e riguardava un giro di truffe legata al non sempre trasparente mondo delle aste giudiziarie.

Ma appena appresa la notizia dell’arresto di Nicoletti a molti cronisti romani è tornata in mente l’esecuzione di poche ore prima nel quartiere Prati. E’ una questione di causa ed effetto: per ogni omicidio che si consuma a Roma, come per quello di Flavio Simmi, l’orefice assassinato a Prati, si riaffaccia l’ombra di quei “bravi ragazzi”, quelli della banda della Magliana. Forse perchè tutte le esecuzioni in stile mafioso avvenute a Roma negli ultimi anni, da quella di Salomone a quella di Morzilli, hanno un elemento in comune: rimangono irrisolte. Killer e mandanti restano, quasi sempre, sconosciuti. E lui “il cassiere” non vuole proprio sentir parlare di un suo ruolo di capo nella Banda. Anzi minaccia querele e tiene a specificare, nelle poche interviste rilasciate, di non essere stato mai condannato per associazione mafiosa.

Del resto è di origine “ciociara” ed i mafiosi, ritengono in molti, sono nati tutti nel sud d’Italia. L’unica cosa certa è che gli ex capi, quelli mitizzati nel romanzo, ad eccezione di Enrico Nicoletti, sono da tempo passati a miglior vita, morti ammazzati, spesso per faide intestine. Quindi la banda è viva o è morta? Nè l’uno né l’altro, la banda della Magliana come tutte le organizzazioni umane si è trasformata in un diverso soggetto. Una nuova aggregazione criminale che si è adeguata ai nuovi e più complessi equilibri tra i diversi gruppi della malavita organizzata che agiscono a Roma e nel Lazio.