Ed ecco la svolta, una svolta molto parziale, sicuramente, ma svolta comunque. La prima giornata, quella del 3, è tradizionalmente tranquilla, perchè la santa esce solo i due giorni seguenti. Ma, durante la giornata del 4 la processione procede molto più spedita del solito, con un anticipo di circa 4 ore rispetto agli altri anni. E’ un successo dovuto al lavoro di preparazione della chiesa, alla massiccia presenza delle forze dell’ordine, alla collaborazione tra le massime autorità, da sempre una richiesta fondamentale del Comitato per la legalità. Ma la presenza dei venditori abusivi è soffocante, specialmente durante la giornata e la serata del 5. I venditori di carne di cavallo arrostita sul posto imperversano, contro tutte le regole municipali che proibiscono l’uso di fornelli accesi in quella calca.
I portatori di torcioni, che a centinaia precedono il fercolo, rallentano intenzionalmente, come ogni anno, la processione, che infatti finirà a mezzogiorno del giorno dopo. Si dice che dietro questi ritardi intenzionali ci siano delle scommesse. E’ possibile, ma non ci sono ancora prove. É anche vero però che giorno 4 due gruppi di portatori di candelore sono venuti alle mani sotto l’occhio delle telecamere, a causa di una scommessa di €10,000, secondo un testimone. C’è la mafia dietro tutto questo? Non lo sappiamo. Ma c’è un posto in cui si respira un’aria completamente diversa, ed è proprio Piazza Cavour. Niente abusivi, pochi torcioni accesi, un’aria di festa allegra e composta, un esempio per tutta la città. Certo, c’è l’impegno notevole delle forze dell’ordine, discretamente schierate alle transenne che delimitano la piazza, ma l’esperimento è un successo.
Tanto che da Piazza Palestro, un’altro luogo sottoposto alla tortura del disordine dell’illegalità ogni anno per la festa, chiedono a gran voce che anche lì l’anno prossimo si crei un’isola della legalità. Insomma i problemi sono grandi, ma forse c’è la volontà di risolverli. Due giorni dopo la festa, il prefetto, dott.ssa Francesca Cannizzo, convoca un’altra riunione, ancora con questore, forze dell’ordine, chiesa, comune e il nostro Comitato. E annuncia che l’istituzione di un tavolo di analisi e di proposte sui problemi della festa con la partecipazione di tutti i presenti. Prossima riunione: l’8 marzo. Che sia la volta buona?
Tutti assolti
Due giorni dopo la conclusione della festa il Tribunale di Catania assolve tutti gli imputati per associazione mafiosa all’interno della festa. Grandi titoli sui giornali locali: “La mafia non c’è nella festa”. Ma le cose non stanno così. L’imputazione era non che la mafia non ci fosse, ma che occupasse posizioni di comando e posizioni di prestigio all’interno della festa per trarne vantaggio. Questo impianto accusatorio è stato rigettato. Ma ciò non vuol dire che la mafia non ci fosse: ci sono foto, testimonianze, intercettazioni e documenti che ne provano ampiamente la presenza anche in posizioni organizzative nella festa.
Ora, se un consigliere comunale è legato alla mafia, quel Comune viene sciolto, anche se nessun crimine è stato commesso. E infatti, anche il circolo di Sant’Agata rimane commissariato. Non si può tollerare in alcun caso che mafiosi assumano posizioni di comando, anche se non commettono reati. Come si dice, però, le sentenze non si commentano e bisogna aspettare le motivazioni tra tre mesi. Intanto però è innegabile che i magistrati che hanno portato avanti questi processi hanno squarciato il velo di silenzio che avvolgeva la presenza dei clan nella festa. E da lì è partito il movimento per la riforma della festa. La città di Catania ha davvero un grande debito nei confronti della Procura di Catania.
* Membro del direttivo di Libera Catania e portavoce del Comitato per la legalità nella festa di S.Agata



