Scioglimento comune Reggio: l’amministrazione Arena responsabile di omessi controlli

Palermo

Le responsabilità dell’amministrazione comunale nello scioglimento del comune di Reggio Calabria per contiguità con la ‘ndrangheta. Sono svariati gli atti che si concretizzano, prevalentemente in omissioni da parte dell’Amministrazione Comunale reggina che non ha operato i controlli preventivi, cui era chiamata, in materie calde, specie in terra di ndrangheta, come appalti, gestione beni confiscati, mercati e case popolari. Il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri ha specificato che il provvedimento di scioglimento è stato decretato ’per contiguità e non infiltrazioni mafiose di questa amministrazione, non della precedente con una decisione di tipo preventivo. Unico filo di collegamento con la precedente amministrazione – ha specificato l’inquilino del Viminale – è di natura giudiziaria con riferimento alla morte di Orsola Fallara’.
Un terremoto che ancora riserva scosse. Questa mattina infatti gli uomini del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Reggio Calabria e della Squadra Mobile della Questura di Reggio Calabria, con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, hanno tratto in arresto otto soggetti , tra cui il capo cosca FONTANA Giovanni ed il direttore operativo della società mista dedita alla raccolta dei rifiuti a Reggio, Bruno De Caria, appartenenti alla cosca di ‘ndrangheta dei FONTANA, egemone nel quartiere cittadino di Archi. Inoltre eseguite perquisizioni, a Reggio C. come a Roma ed in Toscana, e sequestri di beni mobili, immobili e società commerciali riconducibili alla cosca, per un valore di oltre 30 milioni di euro.
Indubitabilmente critiche sono state, nel passato più o meno recente dell’Amministrazione reggina, situazioni di alcuni amministratori come quella del consigliere comunale Giuseppe Plutino (Pdl), ritenuto referente della cosca Caridi, arrestato nel dicembre 2011 per concorso esterno in associazione mafiosa, quella dell’ex consigliere comunale di centrodestra Dominique Suraci arrestato nel luglio scorso (tra le accuse sempre quella di concorso esterno in associazione mafiosa). Tratto in arresto insieme all’ex direttore amministrativo della società mista Multiservizi Giuseppe Rechichi, ritenuto il prestanome della cosca Tegano nella società Multiservizi, poi sciolta per infiltrazioni per denegata certificazione antimafia denegata dalla Prefettura reggina. Poi ancora vagliata la posizione dell’ex consigliere, Manlio Flesca, a giudizio per corruzione elettorale e abuso d’ufficio aggravati dall’avere favorito la ‘ndrangheta. Molteplici gli scenari che in riva allo Stretto hanno preceduto l’arrivo della commissione di Accesso. Scenari che ci sarà modo di capire ed approfondire se ed in che misura abbiano favorito la mannaia dello scioglimento per mafia a Reggio Calabria, primo capoluogo di Provincia, in ventuno anni di vigenza della legge sullo scioglimento, ad essere colpito da un provvedimento così proibitivo.
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