Trapani, ventinovesima udienza del processo Rostagno

Dal Palazzo di Giustizia di Trapani, la ventinovesima  udienza del processo in corso per l’omicidio del sociologo – giornalista, Mauro Rostagno, ucciso a Trapani il 26 settembre del 1988 ha avuto inizio. Accusati del delitto, il capo mandamento di Trapani, Vincenzo Virga e il presunto killer, Vito Mazara. Oggi in aula ancora i teste convocati dalla difesa. A seguire la diretta dal tribunale. E’ possibile seguire la cronaca anche dalla pagina facebook dedicata al processo che ha fatto registrare già più di 4000 iscritti.

ore 17.00 Udienza terminata. La prossima si terrà il 30 maggio con 4 testi citati dalla difesa e 3 dalle parti civili. Il 13 giugno invece, l’udienza con il test Sipala che doveva intervenire oggi e Mutolo o Marchese sempre da parte della difesa e i consulenti di balistica.

ore 16.00 Il Pubblico Ministero Paci chiede a Manetto di chiarire la dinamica e la sequenza dei colpi sul lunotto della Fiat Duna. Riesame del teste da parte dell’Avvocato Vito Galluffo. Avv. Galluffo: “quando il fucile scoppia, la mano con quella frammentazione in cui si è ridotto il fucile, subisce lesioni?”. Manetto:” secondo me si, se è impugnato quella mano subirà sicuramnete danni. Può darsi però che non era impugnato”. Avv. Galluffo: ” Può dirci che traiettoria seguono i pallini o pallettoni che siano, per arrivare al sedile posteriore? a che distanza passa dal poggiatesta? Manetto: “Sulla Fiat Duna che avevamo di servizio ho riprodotto la dinamica. Il colpo segue una traiettoria che è alla sinistra del poggiatesta”.  Avv. Vito Galluffo: “e’ possibile che i colpi sparati dalla pistola dal lato del guidatore, siano stati sparati in momenti diversi rispetto a quelli del fucile?” Manetto: “non è possibile dare una esatta cronologia dei colpi esplosi”. Avv. Salavtore Galluffo: “il colpo anche se con la canna mozzata parte comunque?”. Manetto: “parte, certo che esplode il colpo, solo che ha meno potenza”. Manetto: “secondo me non cambia il numero dei colpi esplosi, ma non posso dare l’esatta sequenza di come questi sono stati sparati”. Domande del Presidente Pellino al teste Manetto. Pellino sull’ampiezza della rosata. “la distanza di questi spari influisce sull’ampiezza?”. Si può dare una misura su quanto doveva essere questa rosata? Manetto: “no, per fare ciò bisognerebbe fare almeno 5 – 6 prove di spari su parabrezza”. Manetto: “il primo colpo che esplode lo porduce il fucile che esplode e poi gli altri cinque colpi”. Pellino: “il fucile usato nel delitto, con quante cartucce poteva essere carico?” Manetto:”a secondo del tipo di bossolo, con cossolo 70mm tre cartucce, con bossolo da 65mm ne carica al massimo 6, nella fattispecie ne poteva incamerare al massimo 4″.

Pellino: ” dai bossoli, c’erano elementi che ricoducevano alla stessa arma? Manetto: “si, una cartuccia riconduceva al caricamento di una stessa arma”  Pellino: “lei ha detto che le distanze e i punti dove sono stati trovati i frammenti del copricanna non si riescono ad individuare?”
Manetto: “se noi avessimo avuto la possibilità di sapere l’esatta distribuzione dei frammenti sarebbe stato molto più chiaria la dinamica”.
ore 15.00 Manetto rispondendo alle domande di Miceli: “mi sono chiesto come si poteva verificare l’esplosione del fucile. Per fare ciò mi è stato utile confrontarmi con l’attività dei cacciatori”. Avv. Miceli: “e’ possibile una rottura dell’anello freno per il sovraccaricamento?”

Manetto: “no, non è possibile che accada ciò.Manetto: un dato inconfutabile ce lo dà il medico legale, che ci parla di due distinte rosate. Avv. Lanfranca pone la sua domanda a Manetto.
Avv. Lanfranca:”potrebbe essere nel finestrino posteriore, la posizione dove è esplosa la canna?” Manetto: “non ci sono elemeti in questo caso per averne certezza”. Avv. Lanfranca: ” lei ha fatto un’ipotesi sul perchè questo finestrino posteriore era rotto?” Manetto: “no”
Avv. Lanfranca: “perchè si accorcia la canna di un fucile”
Manetto: “per facilitare la portabilità” Avv. Lanfranca: “c’è una correlazione tra l’accorciamento della canna e l’esplosione?”
Manetto. “no, l’accorciamento della canna determina solo un effetto del colpo sparato. Avrà degli effetti terminali inferiori rispetto ad una canna intera”. Continua l’esposizione dell’esame balistico da parte del teste Manetto. 
*La diretta passa a cura di Carlo Antonio Rallo (fonte:pagina Fb dedicata al processo)
ore 13.00 La parola passa al pubblico ministero, Paci. A cosa si deve, chiede, lo scoppio del fucile in mano ai killer? Copricanna si e’ scardinato per una forza esercitata sula parte sinistra c e’ stata una proiezione cosi’ notevole che può essere stata provocata solo dal gas di scarico uno scoppio un rigonfiamento per sovrapressione. Numero dei colpi che vennero sparati per uccidere Rostagno: due alla testa, che finiscono sul parabrezza, un altro ancora sulla testa e finisce sul poggiatesta, altri due colpi regione vertebrale.  Adesso la parola passa alla parte civile che rappresenta la “Saman”, l’avvocato Esposito. Manetto risponde rispetto ad una obiezione dell’ avv. Esposito sulla esiguità dei pallettoni trovati rispetto alla potenza di fuoco che a suo avviso sarebbe stata usata, risponde Manetto, “per la verita’ mancano tante cose” lo si dovrebbe chiedere ai carabinieri e pero sostiene a sostegno della sua tesi ci sono tracce precise sull’ auto.

ore 12.00 Dopo uno scambio di vedute fra difesa e pubblico ministero sull’acquisizione dei verbali di Sipala, entra in aula il teste, Biagio Manetto gabinetto polizia scientifica. Manetto ricorda adempimenti svolti per omicidio Rostagno rispondendo a domande avv Salvatore Galluffo. Erroneamente si e’ indicato Manetto come consulente difesa, invece e’ teste citato dalla difesa a proposito si suoi accertamenti balistici svolti durante le indagini. Nel ’96 riceve incarico da procuratore Garofalo per accertamenti balistici e tecnici. Comparazioni chieste non furono fatte nel 96 perché non si trovarono i reperti…accertamenti fatti invece nel 2007. Il teste  Manetto, risponde alle domande dei difensori, tocca all avv Vezzadini difensore imputato Virga, nelle risposte  ha escluso compatibilità tra i bossoli trovati sul luogo del delitto Rostagno e sui delitti per i quali e’ stato condannato in via definitiva Vito Mazzara.  Rostagno fu ucciso con l’ uso di tre fucili e un revolver un fucile esplose perche’ usato a distanza ravvicinata contro il parabrezza.

ore 11.30 L’ udienza comincia con il ricordo della strage di Capaci. Giorno di tristezza dice il giudice Pellino ma e’ anche un giorno di festa perche’ in questi 20 le ragioni della morte delle vittime si ricollegano alla grande voglia di vita che avevano tra mille difficoltà Falcone Morvillo Di Cillo Schifani e Montinari In questi 20 si sono ritrovate ragioni per stare insieme e operare per il bene comune oggi celebriamo tutto questo la vita e l impegno di queste vittime che con il lor sacrificio hanno onorato uno Stato che hanno onorato in ogni loro momento e’ questo quello che loro ci hanno lasciato, in questo Stato purtroppo gli uomini veri e liberi sono mancati o sono mor
ti. La Corte entra in aula, ha inizio l’udienza. I teste chiamati a deporre sono Sipala Roberto (sentiremo se si tratta di collaboratore di giustizia o di ex pentito) consulenti tecnici Manetto Biagio e Soldati Luca. Dopo alcuni interventi degli avvocati di parte civile che ricordano i vent’anni dalla morte di Giovanni Falcone e dei ragazzi della scorta, si passa a constatare l’assenta del teste Sipala. Si chiede di acquisire sua precedente testimonianza ma il pm Paci ricorda l’inattendibilità di Sipala. Il presidente rinvia la decisione alla prossima udienza.