Continua l’udienza preliminare in vista del procedimento sulla cosiddetta trattativa Stato – mafia davanti. Il gup Piergiorgio Morosini ha ammesso la costituzione di parte civile della Regione siciliana e dell’associazione vittime della mafia nei confronti di tutti gli imputati tranne l’ex ministro Nicola Mancino che è accusato di falsa testimonianza. E’ stata esclusa la richiesta di costituzione dell’Assemblea Regionale Siciliana.
L’ultima udienza aveva visto al costituzione parte civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri, di Rifondazione Comunista, del Comune di Palermo, del Centro Pio La Torre, dell’ex capo della polizia Gianni De Gennaro, dei familiari dell’ex eurodeputato Salvo Lima, ucciso dalla mafia nel ’92, del movimento Agende Rosse rappresentato da Salvatore Borsellino, fratello del magistrato assassinato da Cosa nostra, e del sindacato di polizia Coisp.
Le difese dei boss Leoluca Bagarella e Totò Riina, di Mannino e Dell’Utri hanno chiesto lo spostamento in altre sedi del procedimento sulla trattativa: per i legali la sede competente sarebbe Firenze o in alternativa Caltanissetta, mentre i difensori di Dell’Utri e Mannino indicano nell’autorità giudiziaria di Roma quella territorialmente competente. Anche il boss Antonino Cinà ha chiesto lo spostamento del procedimento a Caltanissetta, Firenze e in alternativa a Roma. Per l’ex ufficiale del Ros, invece, la sede competente sarebbe la Capitale. Il gup si è riservato la decisione e ha rinviato l’udienza al 27 novembre.



