E’ stato sequestrato nel 1994, confiscato nel 2000 e assegnato nel 2002 al comune di Rizziconi. Il terreno su cui oggi sorge l’impianto sportivo dove il 13 novembre si allenerà la Nazionale ha una storia complessa. Apparteneva ai Crea, famiglia di ‘ndrangheta egemone nel comune della fascia tirrenica della Calabria. Una famiglia potente, con proiezioni anche nel centro-nord Italia. Una cosca di una pericolosità «drammatica», come viene definito dalla Direzione nazionale antimafia. Una minaccia che deriva dalla: «molteplicità degli interessi criminali perseguiti e (dalla) tentacolarità della sua capacità d’azione: controllo delle attività economiche e della vita politica nel territorio di competenza».
«Una delle più potenti organizzazioni criminali della Piana di Gioia Tauro», sottolineano con insistenza i magistrati della Dna. Su quel terreno i Crea volevano costruire una discarica. Rizziconi è un comune di poco più di settemila abitanti nel centro della Piana di Gioia Tauro. Si trova incastonata tra le grosse famiglie di mafia di Rosarno, Gioia Tauro, Palmi e Polistena. L’amministrazione comunale è stata commissariata ben cinque volte negli ultimi undici anni. L’ultima a causa della dimissione in massa di nove consiglieri comunali su sedici. Nel 2000 si è avuto lo scioglimento per infiltrazioni mafiose, mentre nel 2009 l’allora sindaco si dimise subito dopo l’insediamento della Commissione d’Accesso antimafia. Il campo di Rizziconi è stato fortemente voluto dai commissari prefettizi Francesca Crea, Maria Laura Tortorella e Salvatore Fortuna, che ricevettero in gestione il terreno nel gennaio del 2002. L’impianto sportivo fu inaugurato nel maggio del 2003, alla presenza di Questore, Prefetto e del mondo dell’associazionismo antimafia. Tuttavia, inutilizzato dai cittadini per timore di ritorsione da parte dei boss, il campo fu vandalizzato nel 2004. Fu necessaria una seconda inaugurazione, gestita sempre dai commissari prefettizi, due dei tre precedenti responsabili dell’amministrazione commissariale, nel 2007. Per l’occasione fu organizzata una partita di calcio tra due squadre capitanate dal presidente di Libera don Luigi Ciotti, e dall’allora presidente della Commissione antimafia Francesco Forgione. Nonostante il ripristino, il campo di calcio è rimasto sottoutilizzato.
Domenica 13 novembre arrivano gli Azzurri. Un segnale di riscossa per una città che ha bisogno di liberarsi dall’oppressione della ‘ndrangheta.



