La busta gialla è arrivata in Procura a ridosso delle feste:
all´interno, cinque proiettili calibro 9.21 e una lettera di
minacce nei confronti del pm Raffaello Falcone, magistrato del pool
anticamorra titolare di indagini sulle ramificazioni del clan dei
Casalesi e in questi giorni impegnato anche nell´inchiesta sugli
appalti e il Global service.
«I marcianisani le vogliono sporgere gli auguri di Natale, a lei
alla sua famiglia e ai suoi amici. Ma soprattutto – è l´incipit
della missiva – augurare con questi confetti delle festività
serene». Frasi allarmanti, scritte a macchina su un foglio bianco e
senza errori grammaticali se si eccettua quel verbo «sporgere» in
luogo di porgere. «Approfittiamo della sua gentilezza – scrive
sarcastico l´anonimo – sperando che recapiterà questi confetti
anche ai suoi collaboratori».
A questo proposito, nella lettera si fa riferimento a
«imprenditori» sottufficiali dei carabinieri e un ufficiale della
Finanza che affiancano Falcone nelle delicate investigazioni nei
confronti dei gruppi criminali appartenenti all´articolazione del
clan dei Casalesi attiva nella zona di Marcianise, a cominciare dal
clan Belforte: una cosca duramente colpita in questi mesi anche
grazie al contributo di imprenditori che hanno denunciato il
“pizzo” e oggi vivono sotto protezione. Uno di questi, circa sette
mesi or sono, aveva ricevuto una missiva dal contenuto analogo
nella quale venivano indirizzate minacce anche all´indirizzo del pm
Falcone. La lettera recapitata in Procura prosegue in maniera ancor
più inquietante: «La carriera non si fa sulle famiglie perbene o
sulle morti di carabinieri e finanzieri. Ora godetevi le vostre
famiglie fino a quando si può».
Quindi l´anonimo conclude: «Vediamo già dei grandi funerali con
bandiere e grandi discorsi. E poi sarete dimenticati. Non siete e
non sarete mai nessuno, soprattutto a Marcianise». Il materiale è
stato trasmesso a Roma, l´ufficio giudiziario competente per i
reati commessi in danno di magistrati napoletani. Sulla busta non
era impresso il timbro postale di provenienza e anche questo
elemento, insieme all´esame sui cinque proiettili, dovrà essere
valutato in sede d´indagine.
In attesa di ulteriori approfondimenti, l´episodio sembra
riconducibile al clima di tensione che già da tempo aveva
accompagnato la pressione investigativa sui clan camorristici di
Marcianise e di tutta l´area della provincia di Caserta.
Intimidazioni avevano riguardato anche appartenenti alle forze
dell´ordine che sono stati poi trasferiti a scopo precauzionale. La
questione è stata discussa ieri nel corso del comitato per l´ordine
e la sicurezza pubblica che si è tenuto negli uffici della
prefettura di Caserta. Nelle prossime ore sarà valutata anche la
possibilità di rafforzare ulteriormente le misure di protezione
previste per il pm Falcone.



